Tagliacozzo. Resta alta l’attenzione nella Marsica per i numerosi casi di gastroenterite segnalati negli ultimi giorni in diversi comuni del territorio. Nausea, vomito, dissenteria e, in alcuni casi, febbre hanno interessato numerosi cittadini, facendo scattare verifiche sulla qualità dell’acqua e un monitoraggio da parte delle autorità sanitarie.
Il quadro, però, resta ancora da chiarire. Al momento non esiste una conferma che i disturbi gastrointestinali siano provocati dall’acqua. Anzi, il fatto che le segnalazioni riguardino zone servite da acquedotti differenti rende l’ipotesi di un’unica fonte idrica tutt’altro che certa.
Il CAM ha avviato le verifiche sulla qualità dell’acqua, precisando che le aree interessate dai casi non risultavano tutte collegate allo stesso acquedotto. In attesa degli esiti ufficiali, è stata indicata in via precauzionale la possibilità di utilizzare acqua imbottigliata per bere e per la preparazione degli alimenti.
Il Consorzio acquedottistico ha effettuato nuovi campionamenti anche sul territorio di Magliano de’ Marsi. I risultati delle analisi saranno comunicati non appena disponibili.
Il Comune, nel frattempo, invita alla prudenza e raccomanda di non utilizzare l’acqua per scopi umani se non previa consueta attività di sanificazione.
Anche a Tagliacozzo la situazione resta sotto osservazione. Il Comune ha invitato i cittadini, in via precauzionale, a utilizzare acqua imbottigliata per bere e per gli usi alimentari, in attesa delle risultanze degli accertamenti. Ma proprio da Tagliacozzo arriva anche un elemento importante per leggere correttamente quanto sta accadendo. Secondo il Comune, alcuni medici consultati informalmente ritengono possibile che la diffusa patologia gastrointestinale possa non dipendere dall’acqua.
Anche lo scorso anno, nello stesso periodo, si sarebbero verificati episodi analoghi, ricondotti a un virus intestinale capace di provocare nausea, vomito e dissenteria. Tra le possibili cause vengono quindi considerate anche quelle legate alla stagione estiva: le alte temperature, l’aumento delle presenze sul territorio, la maggiore frequentazione di locali e luoghi pubblici e le numerose occasioni di aggregazione, dalle sagre ai pranzi e alle cene organizzate.
Si tratta, al momento, di ipotesi e non di conclusioni definitive.
La raccomandazione arriva mentre proseguono le verifiche commissionate dal CAM agli organismi competenti. L’obiettivo è capire se esista un’eventuale contaminazione della rete idrica e, soprattutto, se questa possa avere un collegamento con i casi di gastroenterite registrati in questi giorni.
È proprio questo il punto sul quale si concentrano gli accertamenti. I primi controlli effettuati dal CAM nella giornata di ieri non avevano evidenziato anomalie, mentre sono stati programmati ulteriori campionamenti per avere un quadro più completo.
Contemporaneamente resta aperta l’ipotesi di un’origine virale dei disturbi. La presenza di numerosi casi concentrati nello stesso periodo potrebbe infatti essere compatibile con la circolazione di un virus gastrointestinale, eventualità che dovrà essere valutata dagli organismi sanitari.
Il dato più importante, quindi, è che le due ipotesi non possono ancora essere considerate né confermate né escluse.
Nella Marsica si guarda ora agli esiti delle analisi. Saranno i risultati dei campionamenti e gli eventuali accertamenti epidemiologici a chiarire se esista un collegamento tra la qualità dell’acqua e i casi registrati oppure se la diffusione della gastroenterite abbia un’origine diversa.
Ora si attendono gli esiti delle analisi. Saranno i risultati dei campionamenti e gli eventuali accertamenti epidemiologici a chiarire.
Nel frattempo, per una semplice misura precauzionale, resta consigliato utilizzare acqua imbottigliata per bere e per la preparazione degli alimenti.
La situazione, dunque, resta sotto stretta osservazione. Numerosi sono i casi segnalati, ma ancora nessuna certezza sull’origine del fenomeno. L’attesa è ora tutta per i risultati degli esami e per le indicazioni delle autorità sanitarie.


