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Carsoli, scontro sull’impianto rifiuti: «Rischi ambientali» per la minoranza, la Giunta chiarisce: «Non sono materiali pericolosi»

Silvia Rosiello di Silvia Rosiello
28 Ottobre 2026
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Carsoli. È scontro aperto a Carsoli sul progetto per la realizzazione di un impianto di messa in riserva e trattamento di rifiuti speciali non pericolosi nella zona industriale della Piana del Cavaliere. L’istanza, presentata dalla società General Contractor Srl di Roma per un’area di circa 9mila metri quadrati in località Macerone, ha scatenato la dura presa di posizione della minoranza consiliare, a cui è seguita la tempestiva e dettagliata replica dell’Amministrazione comunale.

A sollevare il caso sono stati i consiglieri d’opposizione Velia Nazzarro, Lorena Bernardi e Adelfo Marcangeli, che hanno inviato una nota di contestazione e diffida formale sia alla Regione Abruzzo sia al Comune di Carsoli, chiedendo la convocazione di un Consiglio comunale straordinario.

L’opposizione punta il dito sui rischi ambientali legati alla triturazione e allo stoccaggio all’aperto di materiali come plastica, vetro, legno, tessili e pneumatici. Tra i punti critici evidenziati figurano la presenza di coperture in cemento-amianto sui capannoni esistenti (la cui rimozione verrebbe rinviata), il rischio che le acque meteoriche di seconda pioggia finiscano non trattate nel fiume Turano e la vicinanza (poco più di un chilometro) alla Zsc “Bosco di Oricola”.

“Il reticolo idrico del Turano e la vegetazione non possono essere esposti al rischio di dilavamento residuo di inquinanti, polveri e microplastiche”, hanno contestato i consiglieri, “è inaccettabile la vaghezza sui presidi per emissioni, odori e rischio incendio, con un sistema di gestione attivato solo ove necessario”. Preoccupa anche il timore che la zona diventi uno snodo per rifiuti provenienti da altri territori, vista la “posizione strategicamente al confine con il Lazio” citata nell’avviso.

L’attacco più duro è rivolto all’amministrazione comunale. “Il silenzio dell’Esecutivo rappresenta una gravissima mancanza di trasparenza democratica», hanno affermato gli esponenti dell’opposizione, «la Piana del Cavaliere non può essere svenduta né destinata a polo di attrazione per il trattamento dei rifiuti”.

I consiglieri hanno ricordato che il Comune è competente per l’autorizzazione paesaggistica e gestore dei siti Natura 2000, e ha quindi “il pieno potere, e il preciso dovere politico” di opporsi in Conferenza di servizi. Hanno chiesto alla Regione di acquisire la nota come osservazione contraria e di respingere l’istanza e hanno chiesto un consiglio comunale straordinario affinché venga votato un atto di indirizzo contro l’insediamento.

Non si è fatta attendere la risposta della maggioranza guidata dal Sindaco, che definisce le affermazioni dell’opposizione «fuorvianti, grossolane e strumentali».

L’Esecutivo precisa che si tratta esclusivamente di rifiuti non pericolosi (scarti legnosi, verde, carta, plastica) destinati al recupero e alla separazione merceologica, simili a quelli già gestiti nel centro di raccolta comunale. Non sono previsti interramenti né combustioni.

“Si tratta quindi, in gran parte, dei medesimi materiali che tutti abbiamo in casa e che vengono già stoccati nel Centro di Raccolta Comunale, collocato inopinatamente e in modo irriverente dalla precedente amministrazione alle porte del paese a fianco del cimitero e della chiesa di Santa Maria in Cellis” dichiara il primo cittadino, Alessandro Marcangeli.

“Quanto alle attività previste – ribadisce Marcangeli – definite in modo volutamente improprio sui social network come discarica, esse comprendono operazioni di selezione, cernita, separazione delle frazioni merceologiche, triturazione e riduzione volumetrica, finalizzate prevalentemente al recupero e alla successiva valorizzazione dei materiali in altri luoghi. Non si tratta quindi di una discarica, né di un impianto di incenerimento, non essendo previste operazioni di smaltimento definitivo mediante interramento o trattamento mediante combustione”.
“Occorre poi precisare, onde evitare che la popolazione venga fuorviata da argomentazioni grossolane e mistificatorie, che nell’ordinamento italiano non esiste una legge che vieta ad un privato cittadino o ad una società di depositare una legittima istanza presso la pubblica amministrazione. In questo caso una società ha richiesto di poter aprire un sito di stoccaggio di rifiuti non pericolosi. È quindi in corso un iter burocratico, particolarmente lungo e complesso, che occorre chiarire, coinvolge principalmente la Regione che ha competenza in materia”

L’iter di autorizzazione dell’impianto segue un percorso normativo tra i più approfonditi a livello nazionale, che non prevede alcuna deroga e si articola nella Verifica di Assoggettabilità a VIA e nel rilascio del Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR), di competenza della Regione (ai sensi dell’art. 27-bis del D.Lgs. 152/2006). Attraverso lo Studio di Impatto Ambientale, un comitato regionale competente esamina preventivamente e nel dettaglio tutte le possibili interferenze del progetto con il territorio: qualità dell’aria, emissioni, acque, suolo, biodiversità, paesaggio, rumore, traffico indotto, salute pubblica e vincoli sulle aree naturali protette.

“Pertanto occorre precisare che l’affermazione secondo la quale “Il Comune ha autorizzato” è totalmente falsa e forviante, stupisce che provenga da una persona che avendo amministrato un Comune ben dovrebbe sapere che ciò non è possibile, tanto più che durante la propria amministrazione sono state avviate attività con alto impatto ambientale – continua Marcangeli – È quindi chiara come il sole la strumentalizzazione da parte della minoranza, così come miserabili sono le insinuazioni fatte, anche sui social. Purtroppo la ricerca di consenso porta spesso a clamorose inversioni di rotta, ma di questo ci sarà tempo e modo di parlare diffusamente in futuro. Ciò che deve essere chiaro è che il Comune in quanto istituzione è sì parte del procedimento, può proporre osservazioni e formulare pareri, ma l’autorizzazione compete alla Regione, in una procedura trasparente per sua natura normativa e ratio intrinseca”.
L’Amministrazione rivendica una costante attenzione alla tutela ambientale, evidenziando una serie di interventi realizzati o in corso tra cui circa 30 discariche abusive bonificate fino ad oggi, le innumerevoli multe per conferimento errato dei rifiuti (attività mai svolta in precedenza e oggi a pieno regime anche attraverso il posizionamento di foto-trappole), le procedure di controllo porta a porta, la pulizia dei rifiuti nel fiume oltre all’ “l‘intervento in corso di pulizia del fiume Turano nel primo tratto, l’intervento di riparazione della fognatura di via Mameli che da oltre vent’anni sversava liquami nel fiume al centro del paese (a breve anche un nuovo tratto fognario), la bonifica della pineta, parco al centro del paese che era stato abbandonato all’incuria e ai rovi, con alberi pericolanti che incombevano in una zona frequentata dai nostri giovani, la piantumazione di nuovi alberi, la bonifica dell’ex mattatoio, l’imminente bonifica dell’invaso che abbiamo trovato saturato dalla vegetazione e privo di collaudo, la sostituzione delle fosse Imhoff a Poggio Cinolfo anche questo intervento atteso da oltre vent’anni e altri interventi che non mancheremo di comunicare alla popolazione”
La Giunta ribadisce pertanto chiarisce il suo impegno nel proseguire su questa linea per la salvaguardia e lo sviluppo del territorio, agendo sempre nel pieno rispetto dei tempi e delle procedure di legge.

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