Avezzano. «Abbiamo deciso come Amministrazione, anche su impulso dello stesso Sindaco Di Pangrazio, di proseguire nell’esperienza dei cosiddetti Puc, ovvero i Progetti Utili alla Collettività, che offrono occasione di reinserimento e formazione per chi si trova in situazioni di difficoltà, ma che hanno anche una ricaduta eccellente sulla città».
L’assessore alle politiche sociali e per la famiglia, Stefania Antidormi, commenta così la decisione della Giunta di approvare la prosecuzione del percorso formativo e di inclusione avviato in questi anni con i Puc.
Si tratta di una serie di progetti che prevedono l’inserimento di cittadini in momentanea difficoltà, beneficiari di Adi o di Supporto per la Formazione ed il Lavoro, in attività di potenziamento e supporto dei servizi comunali.
Nello specifico, i Puc riguardano i settori sociale, culturale, artistico, ambientale, formativo, tutela dei beni comuni e altre attività di interesse generale, purché coerenti con le finalità dell’ente.
Sei i Puc individuati dal Comune di Avezzano, e ora approvati dalla Giunta, che saranno attivati nei prossimi giorni con le forme previste dalla relativa normativa:
a. Progetto denominato “Mi prendo cura del Comune”;
b. Progetto denominato “Lavoriamo insieme per custodire la Cultura”;
c. Progetto denominato “Cittadinanza Attiva in Comune”;
d. Progetto denominato “Il cittadino a sostegno della Legalità”;
e. Progetto denominato “Io sto con la scuola”;
f. Progetto denominato “Il cittadino a supporto della Legalità”.
Sono 65, al momento, i posti a disposizione, e per i quali saranno aperte le relative selezioni, per una durata massima di 12 mesi, eventualmente prorogabili. La partecipazione ai Puc prevede anche l’erogazione di una indennità di partecipazione di 500 euro mensili.
“L’esperienza die Puc – riprende al assessore Antidormi – si è rivelata molto positiva e
costruttiva, sia per i partecipanti che per la città. Da un lato i partecipanti trovano una occasione di formazione utile al reinserimento nel mondo del lavoro, e dall’altro la loro presenza negli uffici e nei servizi comunali, rappresenta un potenziamento degli stessi che, come è facile comprendere – prosegue la Antidormi – va a tutto vantaggio dei cittadini e delle loro esigenze, oltre che del decoro e del buon
andamento della città”
“L’organizzazione nei Puc delle attività, da parte dei Comuni e degli altri soggetti che sono
coinvolti, infatti, debbono essere non sostitutive di quelle ordinarie, ma debbono riguardare
sia nuove attività che il potenziamento di quelle esistenti. I progetti – conclude l’assessore
Antidormi – devono partire dai bisogni della collettività, prevedere occasioni di crescita dei
partecipanti, tenendo conto delle competenze individuali”.




