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Attacco a Chiodi, la Marsica contro i tagli: resteranno 15 reparti contro i 48 dell’Aquila

Redazione Cronaca di Redazione Cronaca
8 Maggio 2011
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Avezzano. Mobilitazione politica contro i tagli alla Sanità marsicana. In una conferenza stampa in Comune dell’opposizione è stato illustrato lo scenario che presto si avrà nel territorio della Asl a causa dell’approvazione del Piano operativo approvato del commissario ad acta Gianni Chiodi. Nella Marsica nei prossimi mesi chiuderanno molti reparti e ne resteranno solo 15, per un bacino di utenza di 131mila abitanti. All’Aquila ci saranno 48 reparti per 108 abitanti, mentre a Sulmona solo 8-10 per un bacino di 70mila abitanti. Il Piano è si chiama “Programma operativo 2010”, ma si legge “Tagli nella Marsica”. Infatti prevede 78 unità operative complesse concentrate però tutte all’Aquila dove addirittura non mancano i casi di doppioni, come la Dermatologia. Un piano oramai approvato con un decreto numero 15/2011 del 14 aprile. Il provvedimento è così penalizzante per la Marsica perché stabilisce che quando c’è un’unità operativa complessa in tutta la Provincia, deve essere collocata per forza all’ospedale del capoluogo, quindi all’Aquila. Tutto ciò nonostante ci siano più pazienti nel territorio marsicano. Gli esponenti dei gruppi consiliari di Rinnovamento e Partecipazione, Fli insieme ad altri consiglieri di opposizione e i partiti di Api e Udc hanno annunciato nel corso di una conferenza stampa dure iniziative di protesta, tra cui il ricorso alle manifestazioni di piazza e alle vie legali.  Erano presenti il consigliere regionale Gino Milano, i consiglieri comunali Gino Di Cicco, Vincenzo Paciotti, Roberto Verdecchia, e poi il coordinatore dell’Udc Fabio Di Battista, gli esponenti Fli Vincenzo Ridolfi e Vincenzo Patrizi, il responsabile di Rinnovamento e partecipazione Lorenzo Fracassi.  Per Paciotti «è stato adottato un sistema che va contro il principio dell’autosufficienza territoriale, con una priorità gerarchica, antistorico e costoso che porterà a una paralisi nella Marsica graduale e silenziosa». Per Di Battista, «gli effetti irreversibili che ci saranno nella Marsica devono essere portati all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni, per questo dobbiamo pensare anche al ricorso alle vie legali».  Secondo Verdecchia, «il centrodestra non ha le idee chiare a tutti i livelli, la spoliazione è iniziata da tempo e prosegue. Vogliamo il consiglio straordinario subito», ha affermato, «invece la maggioranza vuole aspettare il 20 maggio mentre i termini per fare il ricorso stanno scadendo». Ha chiesto le dimissione del sindaco Floris e degli altri sindaci marsicani, annunciando una protestata di popolo.

 

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