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Aneurisma dell’aorta, intervento senza torace aperto: prima volta in Abruzzo

Alessandra Ciciotti di Alessandra Ciciotti
25 Agosto 2026
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Teramo. Una nuova possibilità terapeutica per le patologie complesse dell’arco aortico arriva all’ospedale di Teramo, dove è stata impiantata per la prima volta in Abruzzo un’endoprotesi Nexus, dispositivo di nuova generazione che consente, in pazienti selezionati, il trattamento totalmente endovascolare dell’arco aortico, cioè senza ricorrere alla chirurgia a torace aperto.

La procedura è stata eseguita su una paziente 77enne di Pineto affetta da un complesso aneurisma esteso all’intero arco aortico, per la quale un intervento cardiochirurgico convenzionale avrebbe comportato un rischio particolarmente elevato. Grazie all’approccio endovascolare è stato possibile trattare la patologia dall’interno dei vasi, senza ricorrere alla chirurgia a torace aperto e senza la necessità di interrompere la circolazione del sangue nell’organismo o di abbassare la temperatura corporea, manovre che possono rendersi necessarie negli interventi chirurgici tradizionali sull’arco aortico.

L’intervento è stato realizzato congiuntamente dai cardiochirurghi Francesco Massi e Iorgos Paduvakis e dai radiologi interventisti Daniele Galasso e Alessio Gagliardi, nell’ambito della Radiologia Interventistica diretta da Pietro Filauri, con il supporto degli anestesisti  Valeria De Paolis e Stefano Di Carlo, dell’Anestesia e Rianimazione Cardiochirurgica diretta da Marco Cargoni.

La procedura nasce da un percorso multidisciplinare che integra competenze cardiochirurgiche, radiologiche interventistiche e anestesiologiche nella valutazione e nel trattamento dei pazienti affetti dalle forme più complesse di patologia aortica.

«Oggi la patologia dell’arco aortico non può più essere affrontata pensando a una sola tecnica», sottolinea Filippo Santarelli, direttore della Cardiochirurgia del Mazzini e del Dipartimento Cardiotoracovascolare, «La possibilità di disporre di chirurgia tradizionale, procedure ibride e soluzioni totalmente endovascolari consente di costruire il trattamento sul singolo paziente, scegliendo di volta in volta l’approccio più appropriato. L’introduzione di questa nuova endoprotesi  amplia le possibilità di cura soprattutto per i pazienti nei quali la chirurgia convenzionale presenta un rischio elevato».

A rendere ancora più significativo il risultato è il contesto nel quale è maturato. Nell’arco di appena sette giorni al Mazzini sono stati trattati tre pazienti con patologie complesse dell’aorta attraverso tre strategie completamente differenti.

Accanto al trattamento totalmente endovascolare, è stata infatti eseguita una procedura ibrida dell’arco aortico in una paziente precedentemente sottoposta a trattamento endovascolare. L’intervento ha richiesto la rimozione della precedente endoprotesi la sostituzione dell’aorta ascendente, il “debranching” dei vasi del collo e il successivo impianto di una nuova endoprotesi toracica.

Nel terzo caso è stato trattato un aneurisma dell’arco mediante il complesso intervento di Frozen Elephant Trunk. Nello stesso intervento sono state inoltre eseguite la sostituzione della valvola mitrale e tre bypass aortocoronarici.

Tre pazienti, tre anatomie e tre strategie differenti che evidenziano come il trattamento moderno delle malattie dell’aorta richieda non soltanto tecnologie avanzate, ma soprattutto la capacità di integrare chirurgia tradizionale, tecniche ibride e procedure endovascolari, adattando il trattamento alle caratteristiche anatomiche e cliniche e al rischio del singolo paziente.

«Questo risultato dimostra il livello di competenze già raggiunto dai professionisti della nostra azienda», afferma Maurizio Di Giosia, direttore generale della Asl di Teramo, «Entro la fine dell’anno sarà inoltre attiva la nuova sala ibrida del Mazzini, che consentirà di riunire in un unico ambiente operatorio tecnologie e professionalità di Cardiochirurgia, Cardiologia Interventistica, Radiologia Interventistica, Chirurgia vascolare e Anestesia e Rianimazione Cardiochirurgica. Sarà uno spazio dedicato alla gestione dei pazienti ad elevata complessità, nel quale procedure chirurgiche ed endovascolari potranno essere integrate in maniera ancora più efficace. Un investimento che consolida un modello multidisciplinare già operativo».

Il primo impianto in Abruzzo di questa innovativa endoprotesi rappresenta quindi non soltanto l’introduzione di una nuova tecnologia, ma soprattutto un ulteriore ampliamento delle possibilità terapeutiche disponibili a Teramo per i pazienti affetti dalle forme più complesse di patologia aortica, compresi quelli per i quali la chirurgia tradizionale può risultare troppo invasiva o ad alto rischio.

Tags: abruzzo
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