Avezzano. “Avezzano non si ferma”. Questo lo slogan scelto dalla coalizione del candidato sindaco, Gianni Di Pangrazio, per le amministrative 2026. Una vera e propria scelta per la città con un programma che ripercorre quanto fatto negli ultimi cinque anni e apre dei filoni di sviluppo. La presentazione ufficiale della squadra e delle linee programmatiche è stata già fissata per giovedì 7 maggio alle 17 nella cornice del Castello Orsini.
“Avezzano non si ferma non è uno slogan. È una scelta”, ha afferma il sindaco uscente e ricandidato Di Pangrazio, “in questi anni abbiamo rimesso in moto la città: cantieri aperti, fondi ottenuti, servizi migliorati, più opportunità. Oggi Avezzano è tornata a correre. E proprio per questo non possiamo fermarci”.
Di Pangrazio e i suoi vogliono puntare su un obiettivo concreto: rendere Avezzano una città viva e attrattiva tutto l’anno, non solo in occasione di eventi straordinari ma nella quotidianità di chi la vive. Questo anche alla luce del percorso già avviato che, ha ricordato il primo cittadino in carica, ha portato
“oltre 15mila presenze alla Fiera del 25 aprile, famiglie nei parchi cittadini, sportivi lungo la pineta e il Salviano, cittadini e visitatori sulla nuova “Ciclovia delle Stelle”. Segnali di una città che ha ripreso centralità e capacità di attrazione”,
Secondo Di Pangrazio si tratta “del risultato di un lavoro lungo, fatto di visione, programmazione e azione. Il prossimo passo è consolidare e ampliare questo percorso: eventi destagionalizzati, valorizzazione degli spazi culturali e ricreativi, sostegno alle attività economiche. Una città attrattiva deve essere anche bella, sicura e funzionale”.
Nel programma trovano spazio interventi su infrastrutture e manutenzioni, innovazione dei servizi, sicurezza urbana e attenzione concreta a famiglie, giovani e imprese. Un’impostazione che punta sulla continuità amministrativa: “Non promesse, ma fatti già iniziati. A rafforzare il senso di comunità, anche le recenti celebrazioni in onore di Pietraquaria, che hanno restituito l’immagine di una città unita e partecipe. La cattedrale e la piazza gremite, le processioni seguite da migliaia di fedeli, fino al concerto della Fanfara della Polizia di Stato: momenti che raccontano una Avezzano viva, identitaria, capace di coniugare tradizione e apertura”.



