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Alla scoperta di San Carlo Acutis: una lezione di valori, impegno e solidarietà

Redazione Abruzzo di Redazione Abruzzo
30 Settembre 2026
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Luco dei Marsi. Una mattinata all’insegna della cultura, della riflessione e della condivisione quella di martedì 29 Settembre per gli alunni della classe seconda della scuola secondaria di primo grado di San Benedetto dei Marsi che si sono recati in visita didattica alla Mostra dei miracoli eucaristici ideata da San Carlo Acutis.

Ad accompagnarli alla scoperta della figura del giovane Santo il professore Massimiliano Babusci e le professoresse dell’I.C. Fontamara. “L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione di approfondimento e di crescita, coinvolgendo attivamente gli studenti in un percorso che ha saputo coniugare conoscenza, curiosità e riflessione personale” ricorda il Prof. Babusci.

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Attraverso la visita e il dialogo, i ragazzi hanno avuto modo di avvicinarsi alla figura di Carlo Acutis, scoprendo non soltanto la sua profonda spiritualità, ma anche il suo esempio di giovane capace di vivere con autenticità, generosità e attenzione verso gli altri. Particolarmente significativo è stato il coinvolgimento degli alunni che hanno partecipato con interesse ed entusiasmo, dimostrando curiosità e disponibilità al confronto. La figura di Carlo Acutis, per la sua giovane età e la sua familiarità con le nuove tecnologie, si è rivelata particolarmente vicina al mondo degli adolescenti. Il suo messaggio, racchiuso nella celebre frase «Tutti nascono come originali, ma molti muoiono come fotocopie», ha offerto lo spunto per riflettere sull’importanza di essere se stessi, sviluppare il senso critico e non lasciarsi condizionare dal conformismo.

La visita si inserisce nel più ampio impegno della scuola nel promuovere un’educazione che vada oltre la semplice trasmissione delle conoscenze, ponendo al centro la formazione integrale della persona, l’educazione ai valori e la cittadinanza attiva:
“Esperienze come questa permettono agli studenti di apprendere attraverso il contatto diretto con il territorio, trasformando la conoscenza in un’occasione di crescita umana e culturale” afferma il Professore. Fondamentale, in questo percorso, è stata la collaborazione tra la scuola e le realtà del territorio, una sinergia che testimonia l’importanza di una comunità educante capace di lavorare insieme per offrire ai giovani opportunità formative significative.

La mattinata si è così trasformata in un’esperienza che va oltre la visita didattica, lasciando agli alunni un messaggio importante: crescere significa imparare a conoscere se stessi, rispettare gli altri e diventare cittadini consapevoli, capaci di contribuire, con le proprie scelte, alla costruzione di una società più solidale e autentica. La partecipazione degli alunni alle iniziative ha rappresentato, inoltre, un segnale concreto di come la scuola possa contribuire attivamente alla vita della comunità, favorendo il dialogo tra le generazioni e la condivisione di esperienze significative nel territorio marsicano.

Sarà infatti una settimana ricca di appuntamenti quella che si è aperta Domenica 27 Settembre in piazza Umberto I, dove la comunità di Luco dei Marsi ha accolto la reliquia del giovane Santo e ha inaugurato la mostra da Lui ideata. Tanti gli eventi che si alterneranno in questi giorni e che si concluderanno il 4 Ottobre, giorno della festa di San Francesco d’Assisi patrono d’Italia.

Per il professor Babusci poi l’iniziativa assume un significato speciale: “lo scorso anno sono rimasto colpito da un fatto singolare. Mi sono accorto, nel corso delle mie lezioni, che molti studenti conoscevano Carlo. Molti di loro avevano visto i suoi video ancora presenti in rete e ne parlavano anche fuori dalle aule di scuola. Conoscevano molti particolari della sua vita e anche alcuni dei fatti “prodigiosi” seguiti alla sua morte. Ho avuto l’impressione che il messaggio di Carlo corresse molto più veloce di quanto io pensassi, veloce come internet, veloce come la rete. Perché un giovane ragazzo, per certi versi molto simile a loro, era diventato Santo? Questa domanda li incuriosiva e li appassionava… Quale occasione migliore di questa mostra per venire incontro alle loro domande? Per me è un piccolo “segno”.

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