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Addio al professor Natalino Irti, gigante del diritto civile contemporaneo

Alessandra Ciciotti di Alessandra Ciciotti
11 Giugno 2026
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Avezzano. La città, la Marsica, l’intero mondo giuridico italiano in lutto: è morto a 90 anni Natalino Irti, tra i più autorevoli giuristi italiani del secondo Novecento e una delle voci più influenti del diritto civile contemporaneo.

Originario di Avezzano, professore ordinario dal 1968, accademico dei Lincei, presidente emerito dell’Istituto italiano per gli studi storici e a lungo docente all’Università di Roma La Sapienza, Irti ha attraversato università, istituzioni, grandi imprese pubbliche e professione forense con un ruolo di primo piano nel dibattito giuridico nazionale.

 

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Allievo di Emilio Betti, Irti ha insegnato nelle università di Sassari, Parma, Perugia e Torino. Nel 1977 è stato chiamato alla facoltà di Giurisprudenza della Sapienza, dove ha insegnato istituzioni di diritto privato, diritto civile e teoria generale del diritto, contribuendo alla formazione di generazioni di studiosi, magistrati, avvocati e operatori del diritto.

Il suo nome resta legato soprattutto a “L’età della decodificazione”, opera con cui ha interpretato la progressiva perdita di centralità del codice civile e la nascita di sottosistemi normativi autonomi, governati da logiche e principi propri. Una riflessione che ha segnato in profondità il modo di leggere il diritto privato nell’Italia contemporanea, aprendo un confronto sul ruolo della dottrina, sulla certezza del diritto e sul rapporto tra codici, leggi speciali, economia e potere politico.

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Negli anni successivi Irti ha ampliato il proprio campo di indagine ai fondamenti stessi del diritto, alla crisi delle ideologie, alla globalizzazione, alla tecnica e al rapporto tra diritto e verità. Opere come “Nichilismo giuridico”, “Il salvagente della forma”, “Diritto senza verità” e “La tenaglia” hanno consolidato la sua figura di giurista-filosofo, attento non solo alla struttura degli istituti civilistici ma anche alle trasformazioni profonde della modernità giuridica.

Alla carriera accademica Irti ha affiancato un’intensa attività professionale e istituzionale. Alla guida dello Studio Legale Irti, che esiste dal 1911, ha operato nei campi del diritto civile, commerciale e amministrativo, seguendo importanti gruppi finanziari e industriali, medie e piccole imprese, casi arbitrali e giudiziari di rilievo e consulenze di primaria importanza. Lo studio, specializzato tra l’altro in telecomunicazioni, diritto societario, procedure concorsuali, riorganizzazione di gruppi, immobiliare e assicurativo, è stato spesso chiamato ad affiancare grandi law firm nazionali e internazionali.

Irti ha ricoperto anche incarichi di vertice nel mondo economico e pubblico: è stato presidente del Credito Italiano, vicepresidente dell’Enel, membro del Cda dell’Iri e del Comitato per le privatizzazioni. Dal 1985 al 1987 è stato consigliere comunale di Roma, eletto nelle liste del Partito liberale italiano. È stato inoltre membro del Consiglio nazionale forense e condirettore di importanti riviste giuridiche.

Negli ultimi anni aveva promosso la Fondazione “Nicola Irti”, nata per sostenere opere di carità e iniziative culturali, dedicata allo zio, che nel 1911 aprì lo studio legale di famiglia.

Cordoglio di Massimo Verrecchia per la scomparsa del professor Natalino Irti

Esprimo profondo cordoglio per la scomparsa del professor Natalino Irti, giurista tra i più autorevoli e illustri del nostro Paese, nonché prestigioso concittadino di Avezzano.

Ho avuto il piacere e l’onore di conoscerlo durante i miei anni di studio presso l’Università La Sapienza di Roma, apprezzandone non solo l’altissimo spessore accademico e professionale, ma anche le straordinarie qualità umane che lo hanno reso un punto di riferimento per generazioni di studenti e studiosi.

La sua scomparsa rappresenta una grave perdita per il mondo della cultura, del diritto e delle istituzioni italiane. Il professor Irti ha saputo lasciare un segno indelebile attraverso il suo insegnamento, il suo pensiero e il suo instancabile contributo al dibattito giuridico nazionale.

Alla sua famiglia, ai suoi cari e a quanti hanno avuto il privilegio di conoscerlo e collaborare con lui, rivolgo le più sincere condoglianze personali e quelle del gruppo di Fratelli d’Italia.”. E’ il cordoglio di Massimo Verrecchia Capogruppo Fratelli d’Italia.

Tags: abruzzo
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