L’Aquila. La scomparsa di Daniele Kihlgren, l’imprenditore che ha rivoluzionato il concetto di turismo partendo dal piccolo borgo di Santo Stefano di Sessanio, ha suscitato profondo dolore e sgomento in tutta la comunità abruzzese. Numerosi i messaggi di cordoglio giunti dalle cariche istituzionali, che hanno voluto rendere omaggio a colui che ha saputo restituire un’anima e un futuro a un territorio straordinario.
“A Santo Stefano di Sessanio ha tracciato un solco, dimostrando che il recupero dei paesi, la tutela della loro identità e un nuovo modo di fare turismo, più lento e attento al recupero della naturalità e del tempo, potevano diventare parti di uno stesso progetto. Ho avuto modo di conoscerlo e di confrontarmi con lui, apprezzandone la passione e una visione che talvolta poteva apparire persino fuori dagli schemi, ma che ha lasciato un segno profondo. Non ha abbandonato questo territorio neppure nei momenti più difficili, continuando a investire e a credere nella possibilità di farne un modello di rinascita.”. racconta il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.
“Attraverso il progetto di Sextantio – dichiara il presidente della regione Marco Marsilio – Kihlgren ha restituito vita, identità e futuro a un borgo antico, contribuendo a far conoscere Santo Stefano di Sessanio e l’Abruzzo in Italia e nel mondo. La sua esperienza ha dimostrato come la tutela e la valorizzazione del patrimonio possano diventare strumenti concreti di sviluppo, attrattività e rinascita dei territori. sua famiglia e a quanti gli sono stati vicini giungano le più sentite condoglianze mie personali e dell’intera giunta regionale”.
A confermare il pensiero di Marsilio anche le parole del deputato abruzzese di Fratelli d’Italia, Guerino Testa.”Con la sua intuizione folgorante su Santo Stefano di Sessanio, nata da un viaggio in moto, ha dimostrato come la bellezza ferita di qualche antico borgo non sia un capitolo chiuso ma una risorsa viva su cui investire con coraggio e passione. Attraverso il progetto di Sextantio, Kihlgren non si è limitato a restaurare pietre antiche ma ha restituito un’anima, un’identità e una prospettiva economica a un territorio straordinario, facendolo conoscere e apprezzare in tutto il mondo come modello virtuoso di turismo sostenibile e conservazione paesaggistica”.
Al pensiero del deputato, si uniscono le parole del senatore abruzzese di Fratelli d’Italia, Etel Sigismondi, che ricorda come: “La scomparsa di Daniele Kihlgren ci priva di una figura di altissimo profilo, un uomo che ha saputo guardare al nostro patrimonio con visione e concretezza”.
La morte dell’imprenditore rappresenta infatti – come hanno sottolineato il segretario regionale del PD Daniele Marinelli e quello provinciale dell’Aquila, Stefano Albano – una perdita profonda per l’Abruzzo e per chiunque abbia creduto nella possibilità di costruire un futuro nuovo per le nostre aree interne. Gli esponenti abruzzesi riportano in luce quanto la scelta di Kihlgren di tornare e restare, rappresenti anche un simbolo di speranza nel “continuare a credere che i nostri borghi e le nostre aree interne non siano luoghi marginali, ma territori con un enorme potenziale da riconoscere e coltivare.
Intimo e toccante è inoltre il messaggio espresso dall’Onorevole Luciano D’Alfonso, che ha voluto rievocare «I dialoghi con Daniele Kihlgren, con l’uomo prima che con l’imprenditore»
“Raccontare a parole la fotografia più autentica di Daniele Kihlgren – prosegue – non è semplice: era sicuramente quello che nel gergo moderno definiremmo un ‘visionario’, capace di pensare, ideare, guardare con gli occhi dell’anima e del cuore prima di realizzare, e poi aveva la maestria di costruire, pezzo dopo pezzo, il puzzle di quel mondo che probabilmente gli sarebbe piaciuto abitare. Gli era bastato uno sguardo su Santo Stefano non per restarne folgorato, ma per individuarne debolezze e punti di forza, aveva capito con quella brillante mente imprenditoriale che gli veniva dalla sua straordinaria famiglia, che le aree interne inesplorate d’Abruzzo racchiudevano un potenziale d’eccellenza da sviluppare nella nuova economy del territorio, il turismo. Era un lungimirante che sapeva curvare l’esperienza”.
Il sindaco di Pescara ricorda invece gli attuali progetti Daniel Kihlgren. “In questi anni – afferma Carlo Masci– ho avuto modo di conoscerlo bene, di diventargli amico e di apprezzarne le straordinarie qualità umane anche attraverso il progetto del canile di Pescara, al quale si era dedicato con grande sensibilità e generosità, dichiarando la sua piena disponibilità a donare al Comune di Pescara un suo terreno per realizzarlo. Daniele era un uomo di una bontà infinita, con una visione fuori dal comune e una sensibilità unica verso gli animali… Per questo voglio assumere fin da oggi un impegno: lavorerò affinché il nuovo canile inter-comunale che sorgerà a Spoltore, su cui ci siamo interfacciati con lui fino a qualche giorno fa, possa essere dedicato a Daniele Kihlgren”.
Anche dalla Marsica giunge il cordoglio per la scomparsa di Kihlgren. Il sindaco di Aielli, Enzo di Natale racconta come sebbene Santo Stefano di Sessanio e Aielli rappresentano due modelli di sviluppo profondamente diversi, va riconosciuto a Kihlgren che “fu tra i primi a dimostrare concretamente che un piccolo borgo considerato marginale e destinato allo spopolamento poteva tornare al centro dell’attenzione attraverso una visione. Prima ancora che si parlasse ovunque di rigenerazione dei borghi, aree interne, turismo esperienziale e recupero dell’identità dei luoghi, lui aveva intuito che proprio ciò che sembrava vecchio, povero o dimenticato poteva diventare un valore”.
Daniele Kihlgren infatti, come dichiara il presidente dell’Associazione I Borghi più belli d’Italia Abruzzo e Molise e consigliere regionale Antonio Di Marco “ha saputo guardare a un borgo abruzzese, in un momento in cui sembrava destinato allo spopolamento e all’abbandono, intuendo prima di molti altri il valore straordinario della sua storia, della sua architettura e della sua identità”.
“La stessa visione fu successivamente portata a Matera, con il progetto Sextantio Le Grotte della Civita, confermando un modello fondato sul recupero del patrimonio esistente e sulla valorizzazione delle caratteristiche proprie dei luoghi.«Daniele Kihlgren – conclude Di Marco – lascia un’importante eredità e un modo nuovo di guardare al nostro patrimonio, con rispetto, curiosità e fiducia nel futuro”.




