Avezzano. Mettere il paziente al centro significa anche imparare a guardare oltre la singola procedura, pensando alla salute delle sue vene non soltanto nel presente, ma lungo tutto il percorso di cura.
È questo il principio alla base del convegno “Il paziente al centro: il paradigma Vessel Health & Preservation negli accessi vascolari”, in programma domani e dopo domani al Noesis Formazione e Sviluppo di Avezzano.
A guidare scientificamente l’iniziativa è la dottoressa Maria Anastasia Fusco, infermiera e referente infermieristico all’ospedale di Avezzano, che sarà anche tra i relatori della giornata congressuale.
Il tema è quello degli accessi vascolari, ma l’obiettivo va ben oltre la scelta di un dispositivo o la corretta esecuzione di una tecnica. Il paradigma Vessel Health & Preservation (VHP) propone infatti di considerare il patrimonio venoso del paziente come una risorsa da conoscere, valutare e preservare nel tempo.
La scelta dell’accesso venoso deve quindi tenere conto di diversi elementi: le caratteristiche del paziente, il tipo e la durata della terapia, le condizioni del patrimonio vascolare e anche le eventuali necessità future. Una prospettiva che mette insieme appropriatezza, sicurezza, efficacia e comfort.
Dalla formazione pratica al confronto scientifico
Il programma si sviluppa su due giornate.
Domani sarà dedicato alla Sessione Pre-Congress – Academy Pratica Midline & Venipuncture, con attività dedicate all’anatomia vascolare, alla valutazione ecografica e a workshop pratici sulla venipuntura ecoguidata e sul posizionamento del Midline. La giornata prevede anche momenti di debriefing e confronto con i partecipanti.
Venerdì, invece, spazio al vero e proprio convegno, con una giornata di approfondimento multidisciplinare.
Ad aprire i lavori sarà proprio la dottoressa Fusco, con un intervento dedicato a “VHP oggi: evoluzione, evidenze e impatto reale sulla pratica clinica”. Seguiranno approfondimenti sull’appropriatezza nella scelta dell’accesso venoso, sulle linee guida, sull’ecografia vascolare, sulle tecniche di impianto e sulla prevenzione delle complicanze.
Il programma affronterà inoltre temi come infezioni correlate ai cateteri, complicanze trombotiche, gestione degli accessi nel paziente critico e oncologico, continuità assistenziale tra ospedale e territorio, medicazioni, educazione del paziente e caregiver e formazione dei professionisti.
Una cultura dell’accesso vascolare che parte dal paziente
Il messaggio che attraversa l’intero appuntamento è dunque quello di una medicina e di un’assistenza sempre più personalizzate.
L’accesso venoso non è soltanto un mezzo attraverso il quale somministrare una terapia: è parte del percorso assistenziale e, proprio per questo, la sua scelta e la sua gestione possono incidere sulla sicurezza, sulla qualità dell’assistenza e sulla possibilità di preservare il patrimonio vascolare del paziente.
Il convegno di Avezzano nasce proprio con l’obiettivo di favorire una cultura condivisa della Vessel Health & Preservation, attraverso il confronto tra professionisti, evidenze scientifiche, esperienza clinica e formazione pratica. L’evento è accreditato ECM e prevede 11 crediti formativi per le professioni sanitarie.




