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A Tagliacozzo si accende la lampada di San Francesco: “Una luce per tutta la Marsica”

Alessandra Ciciotti di Alessandra Ciciotti
5 Ottobre 2026
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Tagliacozzo. Una fiamma piccola, ma capace di raccontare una storia grande. È quella della lampada accesa ieri, 4 ottobre, nella monumentale chiesa di San Francesco a Tagliacozzo, dove fede, memoria e senso di comunità si sono incontrati in una celebrazione dal forte valore simbolico, nell’anno in cui ricorrono gli 800 anni dal transito di San Francesco d’Assisi.

A dare voce al significato di quella luce è stato il sindaco di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio, che insieme a numerosi sindaci della Marsica ha rinnovato il rito dell’offerta dell’olio e dell’accensione della lampada, destinata ad ardere davanti all’immagine del Santo e presso il sepolcro di Tommaso da Celano, primo biografo e compagno di Francesco.

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Un gesto antico, semplice nella sua forma, ma profondamente attuale nel suo significato. Quella fiamma, infatti, non è soltanto un omaggio a San Francesco. È una preghiera affidata al Santo per le comunità della Marsica, per le famiglie, per i bambini e gli anziani, per chi vive la solitudine, la fragilità e la sofferenza. Ma è anche, nelle parole del primo cittadino, il simbolo di un impegno civile quotidiano: prendersi cura delle persone, costruire concordia e servire il bene comune.

La solenne celebrazione eucaristica è stata presieduta dal vescovo dei Marsi, monsignor Giovanni Massaro, e concelebrata dai padri conventuali Attilio e Carmine Terenzio e da don Angelo Di Bucchianico. Attorno all’altare si è raccolta una comunità ampia e composita, a testimonianza di quanto la figura di Francesco continui a parlare a credenti e istituzioni, associazioni e confraternite, uomini e donne impegnati quotidianamente nella vita del territorio.

Presenti la Delegazione d’Abruzzo e Molise dei Cavalieri dell’Ordine di Malta, con sede nell’adiacente chiostro, guidata dal delegato Fabrizio Venturini, e la delegazione dei Cavalieri del Santo Sepolcro, guidata dal delegato emerito Adriano Furioso.

Non sono mancati i confratelli della Confraternita Sant’Antonio Abate e Maria Santissima del Soccorso, una rappresentanza dell’Insigne Confraternita del Santissimo Sacramento e dei Santi Martiri di Celano, guidata dal priore Agostino Morgante, i membri del Terz’Ordine Francescano Secolare, l’Associazione Nazionale Carabinieri – sezione di Tagliacozzo, la Croce Rossa, gli Alpini e il NOVPC Tagliacozzo OdV.

Una presenza corale, quasi a comporre attorno alla lampada una fotografia della comunità marsicana: istituzioni religiose e civili, forze dell’ordine, volontariato, associazionismo e cittadini riuniti sotto lo stesso segno.

A rappresentare il 9º Reggimento Alpini dell’Aquila è intervenuto il tenente colonnello Alessio Maggi, al quale è stata conferita la cittadinanza onoraria di Tagliacozzo. Presenti inoltre il luogotenente Giovanni Di Girolamo, comandante della Stazione dei Carabinieri di Tagliacozzo, e il comandante della Polizia Locale Paolo Pascucci. Accanto al sindaco Giovagnorio, hanno partecipato alla celebrazione la presidente del Consiglio comunale Anna Mastroddi, il vicesindaco Roberto Giovagnorio, gli assessori Alessia Rubeo, Angelo Poggiogalle e Danilo Iacoboni e la consigliera delegata alla Cultura Alessandra Ricci.

Particolarmente significativo anche il legame con i territori che custodiscono la memoria di Tommaso da Celano. Tra i sindaci presenti, l’ingegner Settimio Santilli, primo cittadino della Città di Celano, che diede i natali al beato Tommaso, e il sindaco di Sante Marie, Lorenzo Berardinetti, nel cui territorio Tommaso si ritirò trascorrendo gli ultimi giorni della sua vita nel monastero di San Giovanni in Val de’ Varri.

Ed è proprio questo intreccio di storia, spiritualità e identità territoriale a rendere particolarmente suggestiva la celebrazione di Tagliacozzo.

Francesco e Tommaso. Assisi e la Marsica. La memoria di otto secoli fa e le comunità di oggi. Un filo che continua a tenere insieme persone e territori.

La lampada resterà accesa come un segno silenzioso, ma eloquente. Una luce che, nelle parole di Giovagnorio, richiama la responsabilità di chi amministra e di chi vive una comunità: non lasciare indietro nessuno, custodire la concordia, mettere la persona al centro e operare per il bene comune.

In un tempo attraversato da divisioni e inquietudini, il messaggio francescano assume così una forza ancora più attuale.

«San Francesco benedica l’Italia, la Marsica e la nostra amata Tagliacozzo», è stato l’auspicio conclusivo del sindaco.

Poi, quasi a chiudere il cerchio di una giornata sospesa tra storia e presente, quelle parole che Francesco ha consegnato alla tradizione e che ieri, a Tagliacozzo, sono tornate a risuonare con particolare intensità:

“Il Signore vi dia pace”.

E quella lampada, nel cuore della chiesa di San Francesco, continuerà a bruciare. Per ricordare che anche una piccola luce, quando viene custodita insieme, può illuminare un’intera comunità.

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