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Tutela della biodiversità: progetto della Provincia per salvare la trota “Fario”

Redazione Cronaca di Redazione Cronaca
2 Dicembre 2010
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Avezzano. Nel 2005 è iniziata una collaborazione tra la Provincia di Pescara e la Provincia dell’Aquila al fine di riprodurre, presso il Centro Ittiogenico Sperimentale e di Idrobiologia (Cisi), la trota fario di ceppo mediterraneo. La Provincia di Pescara ha bonificato i fiumi Taro e Orta, il primo situato nel Comune di Farindola ed il secondo nel Comune di Caramanico, prelevando dagli stessi tutti gli esemplari di fauna ittica non autoctona; quelli ritenuti, almeno da una prima analisi visiva, elementi autoctoni sono stati trasportati nel C.I.S.I. al fine di eseguire le analisi genetiche che ne determinassero l’autenticità. Le analisi sono state effettuate da un laboratorio di Padova accreditato. Dopo alcuni mesi gli esiti degli esami hanno permesso il riconoscimento degli esemplari di ceppo mediterraneo. Da questi riproduttori certificati nel Dicembre 2005 è stata avviata la riproduzione con circa 40 unità. Si è notato che la trota detta comunemente mediterranea è molto più delicata della trota fario comune nella fase riproduttiva, in special modo va seguita una profilassi intensa dopo la riproduzione. Già nel 2006 sono stati riprodotti circa 200 avannotti e metà di essi, raggiunta la lunghezza di 6÷9 cm., sono stati rimessi nei fiumi bonificati. Nel 2007 la produzione è aumentata a circa 500 unità. Nel 2008 le unità sono salite a 1.000 ma purtroppo nell’Aprile 2009 abbiamo perso, a causa del terremoto che ha distrutto le vasche di contenimento, l’80%  di esemplari. “Un grande risultato all’insegna della tutela della biodiversità che la Provincia dell’Aquila mette in campo con l’esperienza pluriennale degli operatori del Cisi – afferma il Presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo – i quali, hanno permesso che i campioni venissero tenuti sempre in due posti diversi cosicché sono stati salvati circa 50 esemplari di trota mediterranea adulti con i quali si è riavviata la riproduzione. Il ripopolamento nel 2010 è stato di 150 unità”. Nel centro sono presenti attualmente 100 riproduttori di tre anni, 200 esemplari di due anni e circa 500 di un anno. Si ipotizza che già dalla fine dell’anno 2012 verrà effettuato il ripopolamento parziale con trota fario di ceppo mediterraneo autoctona su tutta la Provincia dell’Aquila. Data l’importanza dell’iniziativa a salvaguardia della biodiversità della fauna fluviale è intenzione dell’Amministrazione di potenziare il servizio a tutela delle attività alieutiche.

Tutela della biodiversità: progetto della Provincia per salvare la trota “Fario”

Nel 2005 è iniziata una collaborazione tra la Provincia di Pescara e la Provincia dell’Aquila al fine di riprodurre, presso il Centro Ittiogenico Sperimentale e di Idrobiologia (Cisi), la trota fario di ceppo mediterraneo. La Provincia di Pescara ha bonificato i fiumi Taro e Orta, il primo situato nel Comune di Farindola ed il secondo nel Comune di Caramanico, prelevando dagli stessi tutti gli esemplari di fauna ittica non autoctona; quelli ritenuti, almeno da una prima analisi visiva, elementi autoctoni sono stati trasportati nel C.I.S.I. al fine di eseguire le analisi genetiche che ne determinassero l’autenticità. Le analisi sono state effettuate da un laboratorio di Padova accreditato. Dopo alcuni mesi gli esiti degli esami hanno permesso il riconoscimento degli esemplari di ceppo mediterraneo. Da questi riproduttori certificati nel Dicembre 2005 è stata avviata la riproduzione con circa 40 unità. Si è notato che la trota detta comunemente mediterranea è molto più delicata della trota fario comune nella fase riproduttiva, in special modo va seguita una profilassi intensa dopo la riproduzione. Già nel 2006 sono stati riprodotti circa 200 avannotti e metà di essi, raggiunta la lunghezza di 6÷9 cm., sono stati rimessi nei fiumi bonificati. Nel 2007 la produzione è aumentata a circa 500 unità. Nel 2008 le unità sono salite a 1.000 ma purtroppo nell’Aprile 2009 abbiamo perso, a causa del terremoto che ha distrutto le vasche di contenimento, l’80%  di esemplari. “Un grande risultato all’insegna della tutela della biodiversità che la Provincia dell’Aquila mette in campo con l’esperienza pluriennale degli operatori del Cisi – afferma il Presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo – i quali, hanno permesso che i campioni venissero tenuti sempre in due posti diversi cosicché sono stati salvati circa 50 esemplari di trota mediterranea adulti con i quali si è riavviata la riproduzione. Il ripopolamento nel 2010 è stato di 150 unità”. Nel centro sono presenti attualmente 100 riproduttori di tre anni, 200 esemplari di due anni e circa 500 di un anno. Si ipotizza che già dalla fine dell’anno 2012 verrà effettuato il ripopolamento parziale con trota fario di ceppo mediterraneo autoctona su tutta la Provincia dell’Aquila. Data l’importanza dell’iniziativa a salvaguardia della biodiversità della fauna fluviale è intenzione dell’Amministrazione di potenziare il servizio a tutela delle attività alieutiche.

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