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Canile di Collelongo, Tutela diritti animali ETS diffida la Regione: “Sette giorni per intervenire”

Al centro della vicenda la gestione della struttura, le presunte irregolarità nell'affidamento dei servizi e la presenza di coperture in cemento-amianto. L'associazione denuncia uno scaricabarile tra Regione e ASL 1 e annuncia nuove iniziative giudiziarie in caso di mancati provvedimenti

Alessandra Ciciotti di Alessandra Ciciotti
5 Novembre 2026
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Collelongo. Si riaccende lo scontro istituzionale sul canile comprensoriale di Collelongo. Il Dipartimento Sanità della Regione Abruzzo ha avviato l’istruttoria finalizzata alla possibile sospensione della struttura dall’Albo regionale, ma il provvedimento non soddisfa l’associazione Tutela Diritti Animali ETS, che contesta le modalità con cui la Regione starebbe affrontando una vicenda che, secondo l’organizzazione, presenta criticità già documentate da tempo.

«Non siamo di fronte a una vera assunzione di responsabilità, ma all’ennesimo rinvio che rischia di lasciare tutto immutato», dichiarano i membri di Tutela Diritti Animali ETS, che hanno annunciato una nuova diffida formale ai vertici regionali, chiedendo interventi concreti e tempi certi per arrivare alla chiusura della struttura.

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Al centro della contestazione c’è una nota ufficiale firmata dal direttore del Dipartimento Sanità, ingegner Camillo Odio, con la quale viene richiesto alla ASL 1 di effettuare ulteriori verifiche su alcune non conformità considerate gravi dall’associazione. Tra queste figurerebbero la gestione della struttura da parte della Comar Farm Casaline S.r.l., società che, secondo quanto denunciato, sarebbe priva dei necessari titoli e dell’iscrizione all’Albo regionale, e la presenza di coperture in cemento-amianto in stato di degrado sopra i box destinati agli animali.

Una decisione che, secondo Tutela Diritti Animali ETS, rischia di trasformarsi in un ulteriore passaggio burocratico senza conseguenze immediate.

Il presidente dell’associazione, Gabriele Bettoschi, contesta in particolare la richiesta di nuove verifiche alla ASL 1, sostenendo che gli uffici regionali avrebbero già acquisito elementi sufficienti per intervenire. «Il Dipartimento Sanità sembra dimenticare che i propri stessi atti formali avevano già evidenziato le criticità relative alla gestione del canile da parte della Comar Farm Casaline S.r.l. Non comprendiamo perché si continui a rinviare alla ASL l’accertamento di situazioni che, a nostro avviso, risultano già documentate e formalmente segnalate più volte».

L’associazione ritiene che l’avvio dell’istruttoria rappresenti un riconoscimento della gravità delle contestazioni sollevate negli ultimi mesi, ma giudica insufficiente la scelta di demandare ulteriori accertamenti all’azienda sanitaria senza indicare provvedimenti immediati.

Un ulteriore elemento di contestazione riguarda la risposta che, secondo l’associazione, sarebbe stata trasmessa dalla ASL 1 in seguito a una precedente diffida. Nella comunicazione, l’azienda sanitaria avrebbe riconosciuto di essere a conoscenza dell’attività svolta dalla Comar Farm Casaline S.r.l. all’interno della struttura attraverso un rapporto di outsourcing regolato da scrittura privata. Una modalità che Tutela Diritti Animali ETS ritiene incompatibile con le disposizioni degli articoli 5 e 8-bis della Legge regionale 47/2013. L’associazione richiama inoltre la questione delle coperture in cemento-amianto presenti sui box del canile. Secondo quanto riferito nella comunicazione della ASL, la bonifica sarebbe stata programmata per la primavera del 2027, nonostante le criticità fossero state già oggetto di verifiche ispettive nel giugno 2025.

 

 

«Riteniamo inaccettabile che una situazione di questo genere venga ulteriormente procrastinata. La presenza di coperture in cemento-amianto degradate richiede interventi tempestivi e non può essere affrontata con una programmazione così lontana nel tempo», sostiene l’associazione. La vicenda coinvolge anche i Comuni che hanno sottoscritto convenzioni per il conferimento degli animali presso la struttura. Secondo Tutela Diritti Animali ETS, sarebbero infatti 45 le amministrazioni interessate dai rapporti convenzionali.

 

L’associazione indica nei Comuni di Castelvecchio Subequo e Raiano due esempi di amministrazioni che avrebbero già avviato iniziative per rivedere i rapporti contrattuali, attraverso procedimenti di autotutela e il blocco dei pagamenti alla società. Una scelta che, secondo l’organizzazione, sarebbe motivata dalla necessità di evitare possibili responsabilità amministrative e contabili nell’utilizzo delle risorse pubbliche. Per questo motivo, l’associazione ha invitato tutti i Comuni convenzionati a sospendere i pagamenti alla Comar Farm Casaline S.r.l., fino al chiarimento definitivo della posizione giuridica della società e della gestione della struttura.

L’ultimatum: sette giorni per intervenire

La diffida notificata da Tutela Diritti Animali ETS fissa ora un termine di sette giorni per l’avvio concreto delle procedure richieste.

L’associazione chiede alla Regione Abruzzo di procedere con la revoca dell’autorizzazione all’esercizio del Centro Cinofilo del Fucino Snc, riconducibile a Pino Corsi, e con la cancellazione dall’Albo regionale della struttura di Collelongo.

Secondo la ricostruzione dell’organizzazione, la Comar Farm Casaline S.r.l. non sarebbe mai stata formalmente riconosciuta come gestore autorizzato e, pertanto, non si tratterebbe di revocare un’autorizzazione mai ottenuta.

«La pazienza è finita. La Regione ha sette giorni per dimostrare che intende affrontare seriamente questa vicenda, adottando provvedimenti concreti e non limitandosi a nuove richieste di verifica. In caso contrario, depositeremo un’integrazione della denuncia-querela già presentata alle Procure della Repubblica di Pescara e Avezzano, chiamando in causa le eventuali responsabilità dei vertici del Dipartimento Sanità», dichiara Bettoschi.

L’associazione richiama, in particolare, la possibile configurabilità del reato di omissione o rifiuto di atti d’ufficio, previsto dall’articolo 328 del Codice penale, oltre ai profili di responsabilità che ritiene meritevoli di approfondimento da parte degli organi giudiziari.

Atti trasmessi anche alla Corte dei Conti e agli organi di controllo

La documentazione è stata notificata, secondo quanto riferito dall’associazione, anche al presidente della Regione Marco Marsilio, all’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì, all’Ispettorato per la Funzione Pubblica, alla Corte dei Conti, alle Procure di Pescara e Avezzano, ai Carabinieri del NAS e alla Guardia di Finanza.

La vicenda resta dunque aperta su più fronti: quello amministrativo, relativo alla regolarità della gestione e alla permanenza della struttura nell’Albo regionale; quello sanitario e ambientale, legato alla presenza di cemento-amianto; e quello contabile, relativo alle convenzioni e all’impiego di fondi pubblici.

Per Tutela Diritti Animali ETS, l’avvio dell’istruttoria regionale non rappresenta ancora una soluzione, ma soltanto un primo passaggio. «Non accetteremo che una vicenda segnalata da tempo continui a essere rinviata da un ufficio all’altro. Adesso servono decisioni, responsabilità e tempi certi», conclude il presidente Bettoschi.

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