San Vincenzo Valle Roveto. Nella costa occidentale dell’Irlanda, proprio lì dove l’Oceano Atlantico bacia la costa ciottolosa dando vita al Ring of Kerry, si erge l’ameno villaggio di Waterville, un posto dove tutti i pensieri tacciono.
Tra i venti freddi che arrivano da sud-ovest e lo sciabordio delle onde che si stagliano contro i ciottoli mi sono fermata a pensare alla nuova forma che la mia vita stava assumendo e chiudendo gli occhi ho rivisto le mie scelte, le persone che amo e la mia terra.
Ero partita ormai da pochi giorni, lasciandomi alle spalle Roccavivi e aprendo le porte all’Isola di Smeraldo per iniziare il primo anno di giornalismo alla University of Limerick. Nonostante avessi la certezza di star vivendo ciò che ho sempre sognato quando immaginavo il mio futuro, le mie paure e le mie ansie erano comunque presenti.
Avrò fatto la scelta giusta? Sarò in grado di affrontare ciò che mi aspetta? Queste erano alcune delle domande ridondanti nella mia mente in quel momento, con la pelle accarezzata dalla brezza oceanica e con le mani immerse nei fili di erba verde che sono attigui alla spiaggia.
Ma la magia di quel luogo, terra di storie e leggende antiche quanto il tempo, ha in qualche modo infuso in me un senso di tranquillità, facendomi avvertire la mia esiguità in confronto alla vastità dell’oceano che si espandeva dinanzi a me.
Il silenzio della cittadina era interrotto solamente dalla sinfonia della natura selvaggia tutta intorno, ero sola con me stessa, a respirare quell’aria gelida che in un attimo ha cristallizzato tutti i miei dubbi facendomi innamorare ancora di più dell’Irlanda.
Percorrendo poi le stradine del villaggio ho scoperto che Waterville è stata la meta prediletta di Charlie Chaplin, che dopo essersi confrontato con il suo amico Walt Disney nel 1959 decise di visitare questa terra ricca di laghi e fiumi dove potersi dedicare alla pesca e ne rimase incantato.
Da quel momento fino alla sua morte divenne il suo rifugio al riparo dal mondo, e oggi a commemorarlo c’è una statua, accanto alla quale gli anziani del posto raccontano aneddoti e storie sui suoi soggiorni lì, ricordandolo con la nostalgia tipica di chi ha perso un amico.
Questa esperienza mi ha fatto realizzare quanto sia importante affrontare le proprie ansie e paure, senza permettere ad esse di limitarci nella vita, perché è proprio quando si perde questa lotta interna che nascono i rimpianti.
A volte bisogna solo ricordarsi che l’unico limite che abbiamo è il cielo, e tutto ciò che si trova al di sotto di esso è senza confini e nelle nostre mani.
Di Sofia Stallocca




