Avezzano. Trasformare il dolore profondo e incontenibile in un flusso di beneficenza è una manifestazione di coraggio e di amore puro. Un amore che non si rivolge solo al proprio caro che non c’è più, ma che si apre generosamente verso il mondo. È l’impresa straordinaria compiuta dai genitori e dagli amici di Gian Mauro Frabotta, il giovane ingegnere scomparso tragicamente sul Monte Velino quasi cinque anni fa, insieme a Gianmarco, Valeria e Tonino, mentre coltivava la sua sconfinata passione per la montagna.
Oggi, quel dolore immenso è diventato luce tra le corsie del reparto di Pediatria dell’ospedale di Avezzano, protagonista e destinatario di una bellissima catena di solidarietà. La mattinata della donazione è stata un concentrato di emozioni pure, quasi tangibili nell’aria. Da un lato la malinconia e la commozione dei ragazzi, gli storici amici di Gian Mauro; dall’altro gli occhi di mamma e papà, in cui si poteva leggere chiaramente la ferita mai rimarginata per quelle aspettative spezzate troppo presto, ma anche una profonda e commovente gratitudine. La gioia del ricordo ha preso il sopravvento, restituendo a tutti la certezza che Gian Mauro, questa mattina, fosse lì. Era lì a correre tra i corridoi, a giocare con i bambini ricoverati e a regalare un sorriso agli operatori sanitari. Viveva, ancora una volta, nei gesti di chi continua ad amarlo senza sosta.
Una sinergia d’affetto nata grazie all’impegno instancabile dell’associazione “Maurofrabotta ODV ETS” e de “Gli Amici di Frabby”, che tengono vivo il legame con il giovane professionista attraverso opere concrete. E siccome, per una legge universale e non scritta, il bene chiama sempre altro bene, l’iniziativa ha trovato un alleato d’eccezione: la FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio). La Federazione ha letteralmente inondato il reparto di preziosi gadget ufficiali: magliette della Nazionale italiana, palloni, kit di colori e persino porte da calcio a misura di bambino. Un carico di gioia pensato per rendere il soggiorno dei piccoli pazienti decisamente più piacevole, trasformando le stanze d’ospedale in un campo da gioco dove poter continuare a sognare.
Dalla direzione sanitaria fino all’ultimo degli operatori, il ringraziamento si leva corale e commosso. Gian Mauro non c’è più, eppure non è mai stato così presente: il suo sorriso oggi ha il volto della solidarietà, e cammina sulle gambe dei bambini di Avezzano.






