Civitella Roveto. “Consiglio comunale rinviato e riconvocato alle ore 9 in seduta straordinaria di un giorno lavorativo: un modo inaccettabile di concepire il confronto democratico”. E’ quanto ha dichiarato il consigliere comunale di minoranza ed ex sindaco di Civitella Roveto, Pierluigi Oddi.
“La decisione di rinviare il Consiglio comunale, già convocato per le ore 16 del 22.10.3026, e di riconvocarlo alle ore 9.00 del del 26.10.2026 in prima convocazione e alle sempre alle ore 9 del giorno 28.10.2026 in seduta straordinaria, ossia nel pieno degli orari di un giorno feriale, rappresenta una scelta sbagliata nel metodo e nel merito.
Chi amministra dovrebbe preoccuparsi di garantire la massima partecipazione ai lavori consiliari, non di fissare sedute in orari che rendono estremamente complessa la presenza dei consiglieri che svolgono attività lavorative e professionali. Ancora più grave è che il rinvio venga giustificato con generici «motivi imprevedibili», senza alcuna reale spiegazione fornita ai consiglieri e ai cittadini, mentre contestualmente viene inserito all’ordine del giorno un ulteriore punto su una questione di evidente rilevanza politica: la mozione contro il collegio unico regionale”. Ha spiegato Oddi.
“Il Consiglio comunale non può essere considerato un mero adempimento burocratico da collocare nell’orario più comodo per qualcuno. È il luogo primario del confronto democratico, del controllo politico e della rappresentanza dei cittadini. Scelte di questo tipo finiscono inevitabilmente per penalizzare soprattutto chi svolge un’attività lavorativa al di fuori dell’amministrazione e deve conciliare gli impegni professionali con il mandato elettivo.
Il rispetto delle regole formali non basta quando manca il rispetto sostanziale delle prerogative dei consiglieri e del diritto dei cittadini ad avere una rappresentanza piena ed effettiva. Si esprime quindi ferma contrarietà verso una gestione che continua a privilegiare la forma rispetto alla sostanza, rischiando di trasformare il Consiglio in un luogo sempre meno aperto al confronto e sempre più piegato alle esigenze della sola maggioranza.
Alla luce dell’orario fissato e dei concomitanti impegni professionali già assunti, non mi sarà possibile prendere parte ai lavori della seduta.
Si tratta di una circostanza grave che determina un evidente pregiudizio per la rappresentanza democratica: viene intrapresa una scelta che priva, di fatto, i 561 cittadini che hanno accordato la loro fiducia al sottoscritto della possibilità di essere rappresentati nel dibattito e nelle votazioni su temi di rilevante interesse pubblico. Quando una scelta organizzativa finisce per impedire la partecipazione di un eletto dal popolo, non viene penalizzato il singolo consigliere, ma la comunità che egli rappresenta. Di questa situazione, e delle sue conseguenze politiche e democratiche, dovrà assumersi la piena responsabilità chi ha deciso di spostare la convocazione alle ore 9.00 di un giorno lavorativo”. Ha concluso Pierluigi Oddi.




