La Chiesa dei Marsi riparte dal Vangelo: «Generare alla fede è il futuro della nostra comunità»

Oltre mille fedeli nella Cattedrale di Avezzano ieri per la terza giornata del Convegno Ecclesiale Diocesano (16-17-18 ottobre), tornato in diocesi dopo oltre quindici anni. Il Vescovo Giovanni conferisce il lettorato ad Angelo Riccitelli e l’accolitato ad Andrea Rodorigo, Matteo Angelozzi e Mattia Paolini. Entro l’Avvento una pubblicazione raccoglierà riflessioni e proposte per tradurre il cammino sinodale in scelte pastorali concrete

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Avezzano. Una Chiesa che non si accontenta di custodire la fede ricevuta, ma che desidera generarla nuovamente, accompagnando le persone all’incontro con Cristo. È questo il messaggio che ha attraversato la terza e ultima giornata del Convegno Ecclesiale Diocesano, tornato a riunire la Chiesa dei Marsi dopo oltre quindici anni, in un percorso di ascolto, confronto e discernimento dedicato alle sfide dell’annuncio evangelico nel nostro tempo.
Sono state circa mille le persone che hanno partecipato alla Celebrazione Eucaristica conclusiva, presieduta dal vescovo Giovanni nella Chiesa Cattedrale di Avezzano e concelebrata dai sacerdoti della diocesi. Una partecipazione numerosa e calorosa, segno di una comunità che ha accolto l’invito a interrogarsi sul proprio presente e, soprattutto, sul futuro della trasmissione della fede alle nuove generazioni, alle famiglie, agli adulti e a quanti si sono allontanati dalla vita ecclesiale.
La celebrazione ha rappresentato il culmine di tre giorni nei quali la riflessione proposta da fratel Enzo Biemmi si è intrecciata con le esperienze concrete delle comunità e con le domande emerse dalle Assemblee sinodali della scorsa Quaresima. Al centro, una questione decisiva: come rendere possibile, oggi, l’incontro con Gesù in una società nella quale la fede non può più essere considerata un’eredità trasmessa automaticamente da una generazione all’altra?
Il Vescovo: «Non basta conservare la fede, occorre tornare a generarla»
Nell’omelia, il vescovo Giovanni ha invitato la diocesi a ripartire da una domanda fondamentale: desideriamo davvero che qualcuno incontri Cristo attraverso di noi? Un interrogativo che chiama in causa ogni battezzato e che sollecita le comunità a superare la tentazione di limitarsi a conservare abitudini e strutture del passato.
Generare alla fede, ha sottolineato il Vescovo, non significa produrre credenti, ma accompagnare uomini e donne a scoprire di essere amati da Dio e a rispondere liberamente al suo amore. Da qui l’immagine della Chiesa madre, proposta durante il Convegno da fratel Enzo Biemmi: una Chiesa capace di accogliere, attendere, nutrire e accompagnare, senza possedere le persone, ma aiutandole a crescere nella libertà e nella responsabilità.
La sfida, dunque, non consiste semplicemente nell’organizzare nuove attività, ma nel vivere diversamente quelle che già caratterizzano la vita delle parrocchie. Ascoltare prima di parlare, accogliere prima di giudicare, accompagnare prima di pretendere: sono questi gli atteggiamenti che possono rendere riconoscibile la vicinanza di Cristo.
Il Vescovo ha inoltre ricordato che, mentre genera nuovi figli alla fede, la Chiesa rigenera se stessa. Nell’incontro con i giovani, le famiglie e le persone lontane dalla comunità, anche i credenti riscoprono la freschezza del Vangelo e imparano a riconoscere l’azione dello Spirito Santo oltre i confini abituali.
I nuovi ministeri: la Parola e l’Eucaristia al servizio della comunità
Momento particolarmente significativo della celebrazione è stato il conferimento dei ministeri istituiti: il lettorato ad Angelo Riccitelli e l’accolitato ad Andrea Rodorigo e ai seminaristi Matteo Angelozzi e Mattia Paolini.
Rivolgendosi ai quattro candidati, il vescovo Giovanni ha ricordato che il ministero non è un riconoscimento da esibire, ma un servizio da assumere con responsabilità e spirito evangelico. Angelo è chiamato a servire la Parola, perché sia ascoltata, accolta e annunciata nella vita della comunità; Andrea, Matteo e Mattia sono chiamati a servire l’altare e il mistero eucaristico, aiutando il popolo di Dio a vivere più intensamente l’incontro con Cristo nel Pane spezzato.
Le loro vocazioni, differenti ma complementari, testimoniano la ricchezza dei ministeri nella Chiesa. Il Vescovo ha richiamato anche la dimensione quotidiana di questo servizio: per Angelo e Andrea, padri di famiglia, la fede è chiamata ad abitare le relazioni, le responsabilità e la cura delle persone; per Matteo e Mattia, impegnati nel cammino verso il ministero ordinato, diventa essenziale lasciarsi formare da una Chiesa che ascolta, serve e accompagna, conformandosi sempre più a Cristo. Solo così, ha sottolineato il presule, potranno diventare sacerdoti felici.
Dai laboratori alle parrocchie: entro l’Avvento un libretto per continuare il cammino
La Celebrazione Eucaristica era stata preceduta dalla restituzione dei lavori svolti il pomeriggio precedente nei quattro laboratori tematici, dedicati alla trasmissione della fede alle famiglie, ai giovani, a quanti si sono allontanati dalla comunità e alla corresponsabilità ecclesiale.
Dal confronto sono emersi punti fermi, proposte, attese, fatiche e prospettive, espressione di una Chiesa che desidera leggere con realismo la propria situazione e individuare strade percorribili per rinnovare l’annuncio del Vangelo.
Al termine della restituzione, il vescovo Giovanni ha delineato il prossimo passo: preparare, entro l’Avvento, un libretto che raccolga le riflessioni di questi tre giorni, le domande emerse e alcune proposte concrete individuate dai gruppi di lavoro.
Non un semplice documento commemorativo né un programma da applicare indistintamente a tutte le parrocchie, ma uno strumento per proseguire il discernimento e aiutare ciascuna comunità a individuare le scelte più adatte alle proprie possibilità e necessità.
L’obiettivo è accompagnare il passaggio dalle domande alle decisioni, dall’ascolto alla corresponsabilità, dal Convegno alla vita quotidiana delle comunità. Un percorso che non punta ad aggiungere semplicemente nuovi impegni pastorali, ma a rendere più evangelico e fecondo ciò che la Chiesa già vive.
Il grazie del Vescovo: «Sono contento di tutti voi»
A conclusione della celebrazione, il vescovo Giovanni ha ringraziato quanti si sono prodigati per la riuscita del Convegno, esprimendo gratitudine per la partecipazione generosa e appassionata della comunità diocesana.
«Abbiamo vissuto una bella esperienza di Chiesa. Sono contento di tutti voi», ha affermato, confidando la gioia di sentirsi accolto e voluto bene nella diocesi che gli è stata affidata. «Ringrazio Dio per avermi affidato questa Chiesa nella quale sto bene, mi sento voluto bene e vedo che rispondete sempre con generosità ad ogni proposta».
Una partecipazione che, ha aggiunto, lo sprona a fare ogni giorno della propria vita un dono per la comunità e per Dio. Da qui l’incoraggiamento a proseguire insieme il cammino: «Andiamo avanti così affinché il Signore renda questa Chiesa dei Marsi sempre più desiderosa di generare alla fede i fratelli».
Il Convegno si è così concluso non con un punto di arrivo, ma con una responsabilità condivisa. La sua fecondità si misurerà nei prossimi mesi nella capacità di trasformare le riflessioni in gesti concreti, le intenzioni in relazioni nuove e le domande in scelte pastorali.
Come ha ricordato il Vescovo nell’omelia, la fede non si trasmette soltanto attraverso le parole, ma attraverso la vita condivisa. E una comunità cristiana diventa davvero feconda quando chi la incontra può riconoscere un Dio che ama, rialza e rimette in cammino. È questa la sfida consegnata alla Chiesa dei Marsi: lasciarsi continuamente generare dalla grazia del Vangelo per diventare, a propria volta, madre capace di generare alla fede.

 

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