Valle Roveto. Passare dalla reazione alla prevenzione, o meglio, “stargli avanti”. È questa la svolta proposta dal Contratto di Fiume Liri (CDF Liri) per tutelare la salute del corso d’acqua, in particolare nel tratto compreso tra Capistrello e Balsorano. Un’iniziativa concreta che arriva a seguito della grave moria di fauna ittica registrata nell’agosto 2026 e che punta a superare i limiti storici dei controlli tradizionali.
Da anni il fiume è teatro di fenomeni di inquinamento ricorrenti, soprattutto durante la stagione calda e di magra. Finora, tuttavia, le cause sono rimaste per lo più inaccertate. Il motivo è logistico e temporale: uno scarico anomalo percorre il tratto tra Capistrello e Balsorano nel giro di poche ore, diluendosi rapidamente lungo il cammino. Di conseguenza, qualsiasi prelievo ufficiale attivato dopo la segnalazione arriva quando l’inquinante è già passato e i parametri chimici sono rientrati nei limiti di legge.
Le pressioni sul tratto del Liri 2 sono già note e censite dal Piano di tutela delle acque della Regione Abruzzo: tra queste figurano il collegamento con il Fucino, i depuratori della Valle Roveto con i relativi sfioratoi di piena, oltre a derivazioni e restituzioni che provocano sbalzi di portata, di temperatura e tratti di magra artificiali. Ma per individuare le origini precise degli eventi anomali serve un cambio di passo.
La proposta elaborata dal gruppo tecnico interdisciplinare del CDF Liri prevede l’installazione di sonde multiparametriche in punti chiave. Questi dispositivi raccoglieranno dati ogni 15 minuti e invieranno un allarme automatico non appena un parametro dovesse uscire dai limiti stabiliti.
L’allarme attiverà contemporaneamente un campionatore automatico refrigerato per prelevare e conservare l’acqua, dando il via immediato anche alla raccolta e all’analisi di campioni biologici (pesci, macroinvertebrati, sedimenti).
Considerando la complessità delle competenze necessarie per leggere dati qualitativi, quantitativi e gestionali, il CDF Liri ha proposto alla Regione Abruzzo l’istituzione di un tavolo tecnico condiviso. L’organismo vedrà la partecipazione dei vari enti di controllo e gestione, tra cui Arta, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise “G. Caporale”, il Consorzio di Bonifica Ovest – Bacino Liri-Garigliano, l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Meridionale, il Consorzio Acquedottistico Marsicano S.p.A. e i Geni Civili regionali di L’Aquila.
La proposta, presentata in via preliminare dai sindaci dei nove comuni del CDF Liri all’assessore regionale Emanuele Imprudente e successivamente discussa con la dirigente del Servizio Gestione e Qualità delle Acque Sabrina Di Giuseppe, ha ricevuto un riscontro subito positivo. La Regione ha garantito totale disponibilità per un percorso che partirà dalla condivisione delle informazioni esistenti senza sovrapporsi ai procedimenti in corso.
Buone notizie anche sul fronte economico: i costi per l’acquisto delle centraline e per la gestione del monitoraggio nei successivi due anni saranno coperti dai fondi FSC e FESR 2021-2027, già destinati agli interventi finanziati dalla Regione al CDF Liri. Un passo avanti fondamentale che unisce istituzioni, amministrazioni, associazioni e competenze tecniche intorno a un obiettivo comune: proteggere e valorizzare il fiume.



