Canistro. L’ERSI non si pronuncia e il Comune di Canistro lo porta in tribunale. È attesa per mercoledì 7 ottobre la camera di consiglio davanti al Tar Abruzzo sul ricorso presentato dall’ente guidato dal sindaco, Gianmaria Vitale, contro il silenzio dell’Ersi sull’istanza con la quale l’amministrazione comunale ha chiesto il riconoscimento della gestione autonoma del servizio idrico integrato.
La vicenda arriva così a un nuovo passaggio giudiziario, con il Comune che chiede al Tribunale amministrativo di accertare l’obbligo dell’ERSI di esaminare la richiesta di gestione autonoma e di concludere il procedimento con un provvedimento espresso e motivato.
La posizione dell’amministrazione comunale parte da una considerazione precisa: la situazione della gestione idrica di Canistro sarebbe oggi diversa rispetto a quella presa in esame da Ersi nel 2022. Per questo, secondo il Comune, la nuova istanza non può essere considerata una semplice riproposizione di una richiesta già esaminata, ma deve essere valutata alla luce delle condizioni attuali.
Tra gli elementi oggi evidenziati dall’amministrazione ci sono il completamento della misurazione delle utenze e il miglioramento dei dati relativi alle perdite idriche, oltre agli aggiornamenti intervenuti sul sistema di depurazione. Elementi che, secondo l’ente, rendono necessaria una nuova istruttoria e una valutazione aggiornata della situazione.
Il nodo della controversia è dunque se l’ERSI dovrebbe procedere a una nuova verifica dei requisiti previsti dalla normativa per la salvaguardia delle gestioni autonome oppure se, come sostenuto dall’Ente, la precedente vicenda amministrativa e giudiziaria impedisca una nuova valutazione.
“Non permetteremo questo scippo, Canistro non deve perdere la propria eccellente gestione del sistema idrico”, ha commentato il sindaco Vitale, “noi chiediamo una cosa molto semplice: che l’istanza del Comune venga esaminata alla luce della situazione attuale. Non chiediamo scorciatoie e non chiediamo che qualcuno si sostituisca agli organi competenti. Chiediamo che vengano valutati i fatti e i dati di oggi e che venga assunta una decisione chiara”.
Il primo cittadino non nasconde la forte contrarietà dell’amministrazione rispetto all’ipotesi di trasferimento della gestione: “Per Canistro l’acqua non è una risorsa qualsiasi”, ha proseguito Vitale, “è parte della nostra storia, della nostra identità e del nostro territorio. Riteniamo che quello che si sta tentando di fare rappresenti, nei fatti, un vero e proprio furto dell’acqua di Canistro. È una prospettiva che questa amministrazione non può e non vuole accettare soprattutto perché la gestione comunale, dati alla mano inoppugnabili, è di gran lunga più efficiente, della gestione che dovrebbe subentrare”.
Proprio per questo il sindaco ha ribadito che l’amministrazione “attende con fiducia e rispetto la decisione del Tar ma se occorrerà, continueremo a opporci con determinazione, utilizzando ogni strumento istituzionale e giudiziario. Non arretreremo di fronte a nessuno quando si tratta di difendere una risorsa fondamentale per la nostra comunità. Ritengo quantomeno singolare che, mentre il Tribunale amministrativo è chiamato a pronunciarsi, la Regione Abruzzo abbia già comunicato l’avvio del procedimento di commissariamento. Sarebbe stato auspicabile attendere la decisione del TAR prima di assumere un orientamento in tal senso”.
Il sindaco ha rivendicato inoltre il sostegno della comunità locale “sentiamo attorno a questa battaglia una partecipazione fortissima della popolazione. La comunità di Canistro è pronta a difendere la propria acqua e noi saremo al suo fianco. Se sarà necessario, affronteremo questa vicenda come una vera e propria mobilitazione per la salvaguardia della risorsa e dell’autonomia del nostro territorio”.
Alla luce di ciò ha invitato tutta la politica locale e le amministrazioni marsicane a unirsi per questa battaglia di giustizia “auspico che tutte le forze politiche regionali e le amministrazioni locali possano farsi portavoce con le strutture tecniche affinché si trovi una soluzione a questa situazione. È inutile parlare di aree interne e di contrasto allo spopolamento se poi agli abitanti delle aree interne restano solo difficoltà e disservizi; quando ci sono le condizioni per generare piccoli vantaggi dovrebbe esserci buonsenso e favorirle; invece, si continua a sacrificare quelle popolazioni e quei coraggiosi cittadini che ancora credono nei piccoli comuni sempre in nome della unitarietà gestionale e altri concetti che in taluni casi risultano distanti dalla realtà”.
La richiesta del Comune resta quindi quella di ottenere dall’ERSI una pronuncia formale sulla nuova istanza, dopo una verifica delle condizioni attuali della gestione.
“Non stiamo chiedendo altro che il rispetto delle regole e delle prerogative del Comune”, ha concluso Vitale, “vogliamo che ci sia un’istruttoria seria, che vengano considerati i cambiamenti intervenuti e che alla fine ci sia una decisione. Sarà il Tar a stabilire se l’ERSI debba pronunciarsi, ma Canistro continuerà a difendere fino in fondo la propria posizione”.




