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Scontro sull’ATC, Di Domenico: «Il presidente non decide da solo. Il Co.Ges. ha votato»

Redazione Abruzzo di Redazione Abruzzo
29 Settembre 2026
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Avezzano. ATC Avezzano, Di Domenico replica a Maceroni: «La legalità è stata garantita dal Comitato».

Il consigliere del Co.Ges. interviene sulla vicenda che contrappone le squadre e difende il percorso seguito dal Comitato di gestione: «Nessuna norma è stata violata. Il presidente non può decidere da solo: si discute e poi si vota».

Lo scontro sull’ATC Avezzano si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo l’intervento di Ermenegildo Maceroni, arriva la replica di Di Domenico, consigliere del Comitato di gestione e componente che ha preso parte alla discussione e alla votazione sulla controversa gestione del territorio.

Il punto centrale della sua posizione è netto: secondo Di Domenico, nella vicenda non sarebbe stata violata alcuna norma. Il Co.Ges., sostiene il consigliere, avrebbe semplicemente esercitato le proprie prerogative, affrontando una situazione di contrasto tra squadre e arrivando a una decisione attraverso il voto dei suoi componenti.

«Il Co.Ges. ha semplicemente fatto il proprio lavoro, affrontando una situazione di contrasto tra squadre e assumendo una decisione sulla gestione del territorio», afferma Di Domenico.

Nel corso della riunione del 23 settembre, il consigliere riferisce di aver proposto anche una soluzione fondata sul confronto tra le diverse squadre, attraverso un esame comparativo richiesto dalla squadra di nuova costituzione. Una proposta che, secondo il suo racconto, non sarebbe stata accolta dal presidente.

Da qui il passaggio al voto.

«Alla fine, il Comitato ha votato. Ha vinto una posizione a maggioranza. È così che funziona un organo collegiale», sottolinea Di Domenico.

«La nuova squadra aveva i requisiti»

Altro punto contestato riguarda i requisiti della nuova squadra. Di Domenico respinge l’affermazione secondo cui non avrebbe avuto le condizioni necessarie per essere riconosciuta.

«I suoi componenti risultano abilitati e in possesso delle condizioni richieste», sostiene il consigliere, aggiungendo che la definizione di “scissionista” non cambierebbe, a suo giudizio, il dato relativo ai requisiti.

Il nodo delle diffide

Nella replica entra anche la questione delle diffide indirizzate ai componenti del Comitato.

Per Di Domenico si tratta di un aspetto che meriterebbe particolare attenzione: chi è chiamato a deliberare, sostiene, deve poter esprimere liberamente il proprio voto sulla base degli atti esaminati e della propria valutazione.

«Votare diversamente dal presidente o dalla posizione precedentemente sostenuta non significa commettere un errore o violare le leggi. Si chiama democrazia», afferma.

«Meglio il confronto delle accuse»

Di Domenico invita quindi a cambiare approccio e critica quella che definisce una contrapposizione alimentata soprattutto da accuse e interventi sulla stampa.

Secondo il consigliere, sarebbe stato più utile favorire un confronto diretto tra le squadre e mettere sul tavolo soluzioni concrete, anziché trasformare la vicenda in uno scontro pubblico.

Nel suo intervento, Di Domenico riconosce inoltre il ruolo della Regione, che – riferisce – ha cercato una mediazione e ha esaminato la vicenda alla luce delle regole e delle decisioni giudiziarie. Richiama inoltre le posizioni espresse dai sindaci di Massa d’Albe e Scurcola Marsicana, che, per quanto riguarda i rispettivi territori, avrebbero manifestato una preferenza per la nuova squadra.

«Il presidente non può decidere da solo»

È questo, però, il passaggio politico-istituzionale sul quale Di Domenico insiste maggiormente.

«Il presidente non può decidere da solo. Il Co.Ges. è un organo collegiale e decide attraverso i suoi componenti», ribadisce.

La conseguenza, nella sua lettura della vicenda, è altrettanto chiara: se una determinata posizione non dispone più della maggioranza, occorre prenderne atto.

Una replica che punta dunque a riportare il confronto sul funzionamento dell’organo collegiale e sul valore del voto espresso dai suoi componenti, contrapponendosi alle accuse mosse nei confronti dell’operato del Comitato.

E Di Domenico chiude con una frase destinata ad alimentare ulteriormente il dibattito: «La legalità non appartiene a una squadra e non può essere utilizzata come una bandiera contro gli altri».

Il messaggio finale è altrettanto diretto: «Il Comitato ha discusso, ha valutato gli atti e ha votato. E la decisione è stata presa a maggioranza».

Una presa di posizione che riporta così al centro della contesa il tema delle prerogative del Co.Ges., del peso del voto dei singoli componenti e del rispetto delle decisioni assunte dall’organo collegiale.

Perché, conclude Di Domenico, «le decisioni così come le leggi si rispettano».

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