Avezzano. Marsicaland 2026 il Mediterraneo diventa un ponte tra culture, comunità e appartenenze diverse. Sabato 19 settembre, ad Avezzano, la manifestazione ospita “Mediterranean Mosaik”, il concerto di Ziad Trabelsi & Carthage Mosaik Band feat. Yasemin Sannino e Houcine Ataa.
L’appuntamento si inserisce nella cornice culturale di Marsicaland, che racconta la Marsica attraverso terra, produzioni, memoria e comunità, ma anche attraverso le nuove presenze che abitano, lavorano e attraversano il territorio. La musica diventa così un linguaggio capace di aprire il racconto della Marsica al dialogo con le culture del Mediterraneo, del Maghreb, del Medio Oriente e con le comunità straniere che contribuiscono alla vita sociale ed economica della Marsica contemporanea.
Protagonista della serata sarà Ziad Trabelsi, virtuoso di ‘oud, il liuto arabo, cantante e compositore nato a Tunisi nel 1976 in una famiglia d’arte. Figura di riferimento della cultura musicale araba ed etnica in Italia, Trabelsi è colonna portante dell’Orchestra di Piazza Vittorio e direttore artistico di “Almar’à – L’orchestra delle donne arabe e del Mediterraneo”.
Il suo incontro con Roma, dove vive dal 2002, ha alimentato una ricerca artistica fondata sul dialogo tra la grande tradizione araba e le suggestioni musicali dell’Occidente. Con Carthage Mosaik questo percorso diventa un viaggio sonoro nel quale Tunisia, Roma, Medio Oriente, Andalusia e Levante si parlano attraverso melodie, ritmi e improvvisazione.
“Ogni isola custodisce una storia. Ogni porto una melodia. Ogni incontro un nuovo orizzonte”: è da questa immagine che prende forma il progetto musicale. Le tradizioni non si sovrappongono, ma si incontrano; il mare non divide, ma unisce; il Mediterraneo diventa uno spazio comune nel quale le differenze vengono riconosciute e messe in relazione.
«Una terra non si racconta mai soltanto attraverso ciò che è stata, ma anche attraverso ciò che diventa. Marsicaland nasce per dare forma alla memoria, alle produzioni e alle identità della Marsica; – afferma il professore Ernesto Di Renzo, direttore scientifico dell’evento – proprio per questo guarda alle nuove presenze che oggi abitano il territorio, lo lavorano e contribuiscono a trasformarlo. Mediterranean Mosaik porta dentro la manifestazione questa dimensione: il Mediterraneo non come confine, ma come spazio di relazione, nel quale storie, culture e appartenenze diverse possono riconoscersi senza annullarsi. La musica diventa così un linguaggio capace di trasformare la memoria in dialogo e il racconto del territorio in riconoscimento reciproco.»
La presenza di “Mediterranean Mosaik” indica anche una direzione culturale coerente con l’evoluzione di Marsicaland: fare della manifestazione non solo il luogo delle radici, ma anche uno spazio nel quale le comunità oggi presenti nella Marsica possano trovare forme di racconto, partecipazione e riconoscimento.
Dentro questa cornice il concerto non è soltanto un appuntamento musicale, ma una testimonianza concreta di incontro: un mosaico sonoro in movimento che tiene insieme memoria e futuro, radici e orizzonti, appartenenza e dialogo.




