Il Comune di Rocca di Cambio ha inaugurato una nuova area polivalente dedicata allo smart working e allo studio: uno spazio gratuito, ricavato nella Sala Polivalente Comunale, aperto tutti i giorni dalle 9 alle 19. Wi-Fi ad alta velocità, oltre cento posti a sedere, postazioni con prese dedicate, un’area conferenze con grande schermo e piena accessibilità: un’attrezzatura che in molti capoluoghi si paga a ore.
Una tendenza che non si è fermata
La scelta arriva mentre il lavoro da remoto in Italia resta su numeri consistenti. L’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano conta 3.575.000 lavoratori agili nel 2025, con una stima di 3.605.000 per il 2026. La crescita più forte è nella pubblica amministrazione, in aumento dell’11%, con 555mila dipendenti pubblici coinvolti, mentre nelle piccole imprese il fenomeno arretra.
Attorno a questi numeri si è consolidato il cosiddetto south working, cioè chi lavora per aziende del Nord o dell’estero restando nel proprio territorio. Per i borghi appenninici è una delle poche leve concrete contro lo spopolamento, e il Piano Nazionale Borghi finanziato dal PNRR con 1,02 miliardi di euro ha selezionato 294 comuni sotto i cinquemila abitanti per progetti di rigenerazione.
Chi lavora da remoto, però, porta con sé un profilo di consumi tutto digitale: banca, spesa, formazione e intrattenimento passano dalla stessa connessione usata per le riunioni, dallo streaming fino a l’elenco dei casinò online con concessione italiana, consultato da chi vuole verificare quali operatori siano regolari.
Cosa serve perché funzioni
L’esperienza di altri comuni montani indica alcune condizioni minime perché uno spazio del genere sia usato con continuità:
– una connessione stabile e non solo veloce, con banda garantita anche nei mesi di punta turistica
– orari ampi e apertura nei fine settimana, quando arrivano i pendolari del weekend
– servizi di base a distanza pedonale, dal bar all’ufficio postale.
Rocca di Cambio, uno dei comuni più elevati dell’Appennino, ha il vantaggio del contesto: aria buona, panorama e distanze brevi verso L’Aquila. La sfida sarà tenere lo spazio vivo anche a novembre, quando i turisti sono andati via e restano i residenti.




