Avezzano. Doveva riaprire il 14 maggio, dieci giorni prima delle elezioni comunali. A distanza di oltre tre mesi, però, la biblioteca comunale di via Sabotino è ancora chiusa al pubblico. E dopo le proteste degli studenti e dei frequentatori, sul caso torna all’attacco anche l’opposizione, che mette nel mirino l’amministrazione comunale e soprattutto la tempistica con cui la riapertura era stata annunciata.
A sollevare nuovamente la questione è il consigliere di centrosinistra Roberto Verdecchia. «Dopo la tanto osannata operazione dell’apertura della biblioteca comunale di via Sabotino, che ci sarebbe dovuta essere il 14 maggio scorso, ovvero dieci giorni prima delle elezioni comunali, tutto è fermo, anzi ben poco si muove», afferma. E poi l’affondo: «Vogliamo definirla bassa propaganda elettorale? Fate voi».
Una polemica che arriva dopo settimane di attesa e promesse rimaste finora senza seguito. La struttura viene utilizzata dagli addetti per le attività interne, ma l’apertura effettiva agli studenti e alla cittadinanza non è mai avvenuta. Nel frattempo il progetto è stato prorogato di altri cinque mesi, con ulteriori costi per circa 19mila euro, mentre proprio nei giorni scorsi i frequentatori della biblioteca hanno rotto il silenzio denunciando una situazione divenuta, a loro giudizio, insostenibile: «Basta promesse, servono fatti».
Verdecchia chiama ora direttamente in causa la macchina amministrativa. «Sarebbe lecito che il settore terzo del Comune, Servizi sociali ed educativi-Cultura, acceleri circa un raccordo e una interlocuzione con tutti i settori impegnati alla riapertura con orari non a singhiozzo della struttura e restituisca alla comunità la dignità dovuta in merito alla sua riapertura».
BIBLIOTECA REGIONALE. Ma il problema delle biblioteche ad Avezzano non si esaurisce in via Sabotino. Il consigliere punta l’attenzione anche sulla Biblioteca regionale di via Cavalieri di Vittorio Veneto, che «sembrerebbe, per carenza di personale, allo stato poco funzionale». Una situazione sulla quale auspica un intervento rapido: “vorrei ricordare che, dopo il mondo della sanità, l’istruzione e la cultura sono poste nella scala gerarchica per una adeguata formazione della nostra comunità”.
Il risultato, alla vigilia della ripresa delle attività scolastiche e universitarie, è un quadro che penalizza soprattutto studenti e giovani: la biblioteca comunale annunciata come pronta alla riapertura è ancora inaccessibile, mentre quella regionale deve fare i conti con problemi di personale e funzionalità.
Ed è proprio il passare del tempo a rendere politicamente più pesante la vicenda. L’annuncio del 14 maggio aveva presentato via Sabotino come uno spazio finalmente restituito alla città. Da allora sono trascorsi più di tre mesi, è arrivata una proroga del progetto e sono aumentati i costi, ma le porte per gli studenti restano chiuse.
Ora l’opposizione chiede all’amministrazione di uscire dalla fase degli annunci e indicare una data certa per l’apertura. Perché, dopo mesi di attesa, la domanda degli studenti resta la più semplice: quando potranno mai avere una biblioteca o un ambiente idoneo in cui studiare, formarsi e condividere esperienze culturali come avviene nelle altre città abruzzesi e italiane?




