L’Aquila. L’ospedale dell’Aquila entra nell’élite nazionale dei centri per le cure dei tumori della base cranica grazie alla sua ammissione alla Rete nazionale del SIB (società italiana basicranico). L’importante riconoscimento è legato all’attività e ai risultati raggiunti dai reparti Maxillo-facciale e Neurochirurgia diretti, rispettivamente, dal prof. Filippo Giovannetti e dal dott. Alessandro Ricci che, negli ultimi 4 anni, con una efficace sinergia, hanno trattato con successo almeno 50 casi, estremamente complessi e rari, di tumori della base cranica. Performance che hanno consentito all’ospedale di entrare a far parte, da pochi giorni, del prestigioso Network nazionale della SIB.
In Abruzzo il San Salvatore oggi è l’unico presidio a farne parte e uno dei tre centri selezionati nel Sud. Le patologie della base cranica richiedono un approccio altamente multidisciplinare tra neurochirurghi, otorinolaringoiatri, radioterapisti e oncologi. Aderire al Network SIB significa garantire ai pazienti protocolli diagnostico-terapeutici omogenei, all’avanguardia e calibrati sui più alti standard
scientifici nazionali. Non a caso oltre la metà dei casi trattati riguarda pazienti provenienti da altre Regioni, in particolare dal Lazio.
L’adesione alla Rete SIB, oltre a certificare la professionalità raggiunta dai reparti Maxillo-facciale e Neurochirurgia, è un riconoscimento del contributo dato dagli altri servizi dell’ospedale aquilano in un’ottica di lavoro di squadra. L’ingresso nel Network del San Salvatore, al di là del riconoscimento della qualità clinica e scientifica, rappresenta una grande opportunità per il territorio abruzzese anche sul
piano della formazione. Infatti a breve sarà disponibile il calendario esperienze di observership con cui, in sostanza, gli specializzandi delle branche interessate potranno partecipare a corsi per apprendere le tecniche di cura e trattamento delle patologie tumorali della base cranica.
“L’adesione alla Rete nazionale SIB è la conferma del percorso di eccellenza intrapreso dal nostro ospedale nella gestione di patologie così complesse”, dichiarano il prof. Giovannetti e il dott. Ricci.
“Essere parte attiva di questo Network e poter presto accogliere colleghi per le attività di tirocinio”, concludono, “ci riempie di orgoglio e ci spinge a investire sempre di più in innovazione, ricerca e formazione sul campo”




