Massa d’Albe. Oltre 450 cittadini hanno sottoscritto in pochi giorni l’iniziativa popolare nata per sollecitare la riapertura del rifugio “Casale da Monte”, situato nel comune di Massa d’Albe. Attraverso un modulo online, gli appassionati di montagna hanno espresso sostegno a un percorso di trasparenza, chiedendo chiarezza sulle sorti della struttura, chiusa dall’ottobre del 2024.
L’adesione collettiva punta a trasformarsi in una formale istanza di accesso agli atti da presentare al Comune, all’Ente Parco Sirente Velino e alla Regione Abruzzo. Come si legge nel testo, l’iniziativa è volta a sostenere “l’adesione all’iniziativa di accesso civico e documentale relativa al rifugio Casale da Monte, finalizzata ad acquisire la documentazione amministrativa nell’interesse della trasparenza, della valorizzazione del territorio e della futura riapertura della struttura”.
La petizione non assume toni polemici, ma si presenta proprio come una partecipazione civica finalizzata a velocizzare i tempi per restituire alla collettività l’infrastruttura punti di riferimento per gli amanti della montagna. L’amministrazione comunale ha già spiegato che la riapertura è vincolata a passaggi burocratici specifici. Il bando di gara per la gestione è stato posticipato dopo interlocuzioni con il Parco, per coordinare la futura affidabilità con l’avvio di lavori di riqualificazione e messa in sicurezza, finanziati tramite i fondi FSC 2021-2027.
Queste risorse, ovvero il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, sono centrali in questa vicenda poiché costituiscono la copertura economica destinata al progetto “Around Velino” che ha l’obiettivo proprio di valorizzare e potenziare il sistema montagna. I finanziamenti impongono però una pianificazione mirata e rendono necessari interventi strutturali e di adeguamento qualitativo prima di procedere con la nuova gestione. La raccolta di firme vuole quindi evidenziare la volontà della comunità di collaborare con le autorità, auspicando una risoluzione che superi gli attuali ostacoli. Gli organizzatori, che provengono non solo dal territorio ma anche da fuori regione, auspicano quindi che i tempi per l’avvio dei valori possa essere velocizzato e che ci sia in confronto propositivo tra cittadini e istituzioni per ripristinare un servizio essenziale per l’escursionismo regionale.




