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Scatta il modello 45-bis a tutela delle Forze dell’Ordine, stop all’iscrizione automatica tra gli indagati

Sindacato Carabinieri: "Il 45-bis non è immunità, ma una riforma di civiltà per chi lavora in emergenza"

Silvia Rosiello di Silvia Rosiello
7 Luglio 2026
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Teramo. Il Coordinamento Sindacale Carabinieri (CSC) accoglie con favore la decisione della Procura di Teramo di applicare, tra le prime in Italia, il nuovo modello di annotazione preliminare 45-bis in relazione al tragico inseguimento stradale avvenuto nei giorni scorsi, conclusosi con il decesso di dell’uomo in fuga. In questo caso il militare dell’Arma coinvolto non è stato automaticamente iscritto nel registro degli indagati, ma annotato nel nuovo registro previsto quando appare evidente la possibile sussistenza di una causa di giustificazione legata all’adempimento del dovere.

«È una scelta che restituisce equilibrio e serenità a chi ogni giorno opera per garantire la sicurezza dei cittadini. – dichiara il Segretario Generale del Sindacato CSC, Paolo Di Pietro – Essere sottoposti ai necessari accertamenti è doveroso, ma è altrettanto giusto evitare che un Carabiniere venga automaticamente etichettato come indagato quando ha agito nell’esercizio delle proprie funzioni e in presenza di evidenti cause di giustificazione».

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Il nuovo modello 45-bis, introdotto in attuazione delle recenti modifiche normative, non rappresenta alcuna forma di immunità, ma consente al Pubblico Ministero di svolgere gli accertamenti preliminari senza l’automatica iscrizione nel registro degli indagati, qualora emerga fin da subito che il fatto sia stato commesso nell’adempimento del dovere o in presenza di altre cause di giustificazione previste dall’ordinamento. Se dagli approfondimenti dovessero emergere profili di responsabilità, resta naturalmente possibile l’iscrizione nel registro ordinario.

«Per il Sindacato CSC questa rappresenta una riforma di civiltà giuridica che tutela la dignità professionale delle Forze dell’ordine, senza sottrarli al controllo della magistratura. – aggiunge Di Pietro – Chi interviene in situazioni di emergenza prende decisioni in pochi istanti, spesso mettendo a rischio la propria incolumità. La tutela della presunzione di correttezza dell’operato, fino a quando gli accertamenti non dimostrino il contrario, è una garanzia per gli operatori e per lo Stato stesso».

Il Coordinamento Sindacale Carabinieri auspica che il nuovo istituto trovi un’applicazione uniforme su tutto il territorio nazionale e rinnova il proprio impegno nel rafforzare la rappresentanza e la tutela dei Carabinieri, affinché chi serve lo Stato possa svolgere il proprio delicato compito con la necessaria serenità operativa, nel pieno rispetto della legge e dei diritti di tutte le parti coinvolte.

Tags: abruzzo
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