Avezzano. Un nuovo colpo al traffico di droga tra Marsica e Cicolano è stato messo a segno dai Carabinieri, che hanno eseguito una nuova misura cautelare in carcere nei confronti di un uomo di 56 anni, originario e residente ad Avezzano, già detenuto per altra causa.
L’ordinanza, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Rieti, è stata notificata presso la casa circondariale reatina e rappresenta l’ulteriore sviluppo di un’inchiesta antidroga complessa, coordinata dall’Arma e condotta dall’Aliquota Operativa della Compagnia di Cittaducale.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’indagine ha preso avvio dall’arresto in flagranza dello stesso indagato, avvenuto a Borgorose il 15 gennaio 2026. Da quel momento, gli inquirenti hanno sviluppato un’articolata attività investigativa basata sull’analisi dei telefoni cellulari sequestrati, sulle testimonianze raccolte e su una serie di riscontri incrociati.
Il quadro emerso delineerebbe una rete stabile e strutturata di spaccio di stupefacenti tra il Cicolano e la Marsica, con l’uomo che avrebbe gestito per anni contatti con acquirenti e fornitori, occupandosi in particolare della cessione di cocaina.
Le indagini hanno permesso di ricostruire circa 920 episodi di spaccio a partire dal 2022, per un giro d’affari stimato in oltre 33.000 euro. Una rete considerata continuativa e ben organizzata, con una presenza costante nelle piazze di spaccio tra le province di Rieti e L’Aquila.
Nel corso dell’inchiesta erano già emersi circa 1.500 ulteriori episodi di cessione di stupefacenti riconducibili ad altri soggetti coinvolti nel medesimo circuito, per un valore complessivo stimato intorno ai 60.000 euro.
L’Autorità Giudiziaria ha ritenuto solido il quadro indiziario raccolto, disponendo la misura cautelare in carcere nei confronti dell’uomo, ritenendo concrete le esigenze cautelari.
L’operazione si inserisce nel più ampio dispositivo di contrasto al traffico di droga portato avanti dai Carabinieri, impegnati nel monitoraggio delle rotte di approvvigionamento tra Lazio e Abruzzo, in particolare nelle aree del Cicolano e della Marsica, da tempo sotto osservazione investigativa.




