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La “calata” di Sant’Antonio, centinaia di fedeli a Capistrello: tradizione, commozione e fede (foto)

Alessandra Ciciotti di Alessandra Ciciotti
11 Giugno 2026
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Capistrello. Ci sono giorni che non sono semplicemente date sul calendario, ma battiti accelerati di un’intera comunità. Oggi, giovedì 11 giugno 2026, Capistrello si è svegliata così: con il petto gonfio di una devozione antica, che profuma di casa, di radici e di assoluto. La festa patronale in onore di Sant’Antonio ha toccato il suo apice emotivo e spirituale in una mattinata che rimarrà impressa negli occhi e nei cuori dei fedeli.
La giornata ha trovato il suo fulcro spirituale alle ore 11, nella Chiesa di Sant’Antonio, gremita in ogni ordine di posto. A presiedere la Santa Messa Solenne è stato Monsignor Giovanni Massaro, Vescovo dei Marsi. Le parole del Vescovo hanno toccato corde profonde, richiamando l’importanza della coesione, del sostegno reciproco e della custodia di quei valori cristiani e popolari che Sant’Antonio incarna. Un’atmosfera di solenne raccoglimento ha avvolto l’altare, amplificata dalle preghiere silenziose e dai canti di un popolo che si riconosce, da generazioni, sotto lo sguardo benevolo del proprio Patrono.
Ma è allo scoccare del mezzogiorno che il tempo è parso fermarsi, lasciando spazio all’evento più atteso, vibrante e identitario: la Calata del Santo Patrono. Accompagnata dalle note solenni e festive della Banda di Capistrello, la statua del Santo è scesa tra la sua gente. La “Calata” non è una semplice formalità coreografica, bensì un rito antico e sentitissimo, un ponte invisibile ma indistruttibile tra il passato e il presente. In quel preciso istante, la commozione è diventata tangibile: Gli sguardi lucidi degli anziani, custodi della memoria. Le mani tese dei giovani, pronti a raccogliere il testimone della fede. I fazzoletti mossi in segno di saluto e devozione e l’applauso scrosciante che ha squarciato l’aria, fondendosi con la musica.
Vedere il Santo scendere e “camminare” simbolicamente in mezzo al suo popolo rappresenta il rinnovo di un patto d’amore. È il momento in cui il sacro abbraccia il quotidiano, e in cui ogni cittadino di Capistrello – anche chi vive lontano ma è tornato per l’occasione – si riscopre parte di un’unica, grande famiglia.
La festa continuerà, ma l’eco emotivo della Messa e la maestosità della Calata rimarranno il punto fermo di questo 11 giugno. Un giorno in cui Capistrello ha dimostrato, ancora una volta, che la sua storia non si cancella, ma si vive con orgoglio e commozione.
Tags: sant'antonio capistrello
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