Avezzano. Una visione che parte dai quartieri, dagli spazi pubblici inutilizzati e dalla necessità di costruire nuovi luoghi di aggregazione, sport e socialità. È questo il senso del progetto per Borgo Angizia anticipato dalla coalizione per “Gianni Di Pangrazio sindaco”, tramite Pierluigi Di Stefano e Gianluca Presutti, che anticipano l’azione di riqualificazione urbana per l’area di Chiusa Resta, tra via America e via Keplero.
L’iniziativa progettuale, che sarà, attivata all’inizio del nuovo mandato, prende spunto dalle esigenze emerse nel quartiere negli ultimi anni: maggiore disponibilità di parcheggi, spazi verdi attrezzati, sicurezza urbana e aree dedicate alle famiglie e ai giovani. Una zona cresciuta dal punto di vista abitativo ma che, secondo quanto emerso anche durante il confronto con i residenti, necessita oggi di nuovi punti di incontro e servizi di prossimità.
“Non vogliamo limitarci ai tanti cantieri già aperti in città – spiegano Di Stefano e Presutti – Serve programmare anche l’Avezzano dei prossimi anni, con i quartieri al centro delle future scelte amministrative. Borgo Angizia, come altre zone della città, ha bisogno di spazi moderni, vivibili e pensati per migliorare concretamente la qualità della vita delle persone. Il progetto Chiusa Resta nasce dal confronto continuo con il Comitato Controllo di Vicinato e alcune figure di riferimento del quartiere e della Parrocchia San Pio X”.
La proposta illustrata durante alcuni incontri prevede il recupero di un’area pubblica oggi non valorizzata attraverso la realizzazione di un parcheggio pubblico integrato con un campo sportivo polivalente, un’area verde attrezzata, percorsi pedonali, illuminazione e spazi dedicati ai bambini.
Nel dettaglio, il progetto ipotizza la presenza di 28 nuovi posti auto, compresi gli stalli riservati alle persone con disabilità, oltre a un campetto multisport destinato alle attività all’aperto e a una nuova zona verde con alberature, aiuole e arredi urbani. Previsti anche sistemi per il drenaggio delle acque piovane, percorsi pedonali accessibili e un’organizzazione degli spazi studiata per migliorare sicurezza e viabilità.
Una trasformazione urbana dall’impatto fortemente contemporaneo: il campo polivalente colorato diventa elemento centrale del progetto, mentre il verde e l’illuminazione contribuiscono a restituire l’immagine di uno spazio pubblico vissuto, sicuro e integrato con il tessuto residenziale circostante.
“L’obiettivo – aggiungono i candidati – è recuperare aree che oggi rappresentano vuoti urbani e trasformarle in luoghi di comunità. Lo sport all’aperto, il verde e gli spazi per le famiglie sono strumenti concreti per creare coesione sociale e rendere i quartieri più vivibili”.
“La proposta per Chiusa Resta – concludono – si inserisce in una più ampia idea di rigenerazione urbana diffusa, nella quale tutti i quartieri e le aree residenziali diventano protagoniste della programmazione della città”.




