BIENNALE VENEZIA 2026 E PRESENZA DI LEO STROZZIERI, UNICO ARTISTA ABRUZZESE SEGNALATO.
Di Leonardo Paglialonga
La 61a Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, che si alterna ogni due anni alla Biennale di Architettura, quest’anno è intitolata “In Minor Keys”, ossia “In Tonalità Minori” ed è curata da Koyo Kouoh, critica d’arte camerunense, naturalizzata svizzera, prima donna africana a ricoprire questo incarico. Purtoppo la curatrice è morta il 10 maggio 2025, ma il suo progetto è stato portato avanti dal suo team in accordo con il Presidente attuale che è Pietrangelo Buttafuoco.
L’Edizione di quest’anno si terrà dal 9 maggio al 22 novembre 2026, con pre-apertura il 6,7,8 maggio, ai Giardini, all’Arsenale e presso altre sedi della città lagunare. La Prima Edizione si tenne nel 1895 nella quale il pittore Francesco Paolo Michetti, ideatore del famoso Cenacolo artistico-culturale francavillese, espose il suo famoso quadro “La Figlia di Jorio”. Secondo solo alla Biennale di Venezia, c’è il Premio Michetti di Francavilla al Mare, istituito nel 1947 proprio per onorare il pittore francavillese, nonché Senatore della Repubblica Italiana, e per promuovere la rinascita culturale e artistica proprio durante le brutture della Seconda Guerra Mondiale.
Quest’anno la Biennale di Venezia vedrà la partecipazione di 99 nazioni, mentre 7 saranno i paesi presenti per la prima volta come la Guinea, il Qatar, la Sierra Leone, la Somalia, El Salvador.
Gli artisti invitati dalla curatela sono 111 ma, evento insolito, per la prima volta nella storia non compare nessun italiano.
Il padiglione italiano ha per titolo Con te con tutto. Il commissario del padiglione è Angelo Piero Cappello, il critico curatore Cecilia Canziani e l’unica artista espositrice Chiara Camoni.
Un nutrito numero di artisti italiani sono invece inseriti nel padiglione della Guinea che è gestito dal commissario Bilia Bah e curato dal critico ed artista italiano Carlo Stragapede il cui intento è di unire arte guineana e arte italiana. Questo padiglione che ha per titolo l’Eco della materia, sarà allestito presso l’isola di San Servolo, assai famosa per la presenza della grandiosa scultura La rosa del deserto di Arnaldo pomodoro recentemente scomparso.
PRESENZA DI LEO STROZZIERI
Tra gli artisti segnalati unico abruzzese presente è Leo Strozzieri accanto al quale figurano maestri storici ed artisti assai noti come Giorgio Celiberti, Bruno Ceccobelli, Omar Galliani, Bruno Donzelli, Tono Zancanaro, Paolo Marazzi famoso quest’ultimo per le sue tarsie policromatiche circolari sulla Via Crucis, i cui cartoni saranno collocati in una chiesa di Montesilvano che sta per essere ultimata. Da notare, per quanto concerne la regione Abruzzo, la presenza anche di Tommaso Cascella junior, primogenito di Pietro Cascella che però essendo nato a Roma non può ritenersi abruzzese.
Tutta la Biennale sarà documentata ovviamente dal catalogo ufficiale, mentre il padiglione della Guinea e quindi tutte le opere degli artisti italiani hanno il privilegio di un ulteriore catalogo edito dalla Mondadori Cairo editore.
Riflessioni di STROZZIERI:
“A mio avviso l’invito che mi onora deriva forse da due motivazioni. La prima riguarda la mia partecipazione con opere sempre diverse alle varie mostre internazionali tenutesi nell’ultimo quinquennio per conto della prestigiosa Mondadori Cairo editore . In numerosissime di queste mostre ho anche avuto il privilegio di redigere testi critici. Tra queste da citare le mostre a Praga, Mostar, in Finlandia, a Parigi, Stoccarda, Buenos Aires, Istanbul, a Milano presso il Centro Alda Merini, a Salisburgo ed ancora la mostra Suggestioni dantesche a Villa dei Claricini in provincia di Udine per il centenario del sommo poeta (2021) ecc. Questi volumi hanno gratificato Strozzieri critico e artista di molta visibilità.
La seconda motivazione forse è legata alla suite di opere eseguite durante la pandemia del covid a quattro mani con l’artista figurativa Giovanna Carbone che è documentata da un volume dal titolo Panismo a quattro mani. Anche queste opere gli hanno dato grande visibilità a tal punto di avere il privilegio di essere presentate nel Museo archeologico nazionale di Cividale del Friuli da ritenere il museo della civiltà longobarda più importante del mondo.
Ora un’annotazione sulla mia opera appositamente eseguita per la Biennale eseguita su tavola (misure 70X50) con colori ceramici. Il titolo volevo fosse polemico contro il trio infernale che sta dilaniando la pace dei popoli ovvero Putin, Trump, Netanyaku, ma non mi è stato concesso. Allora ho dato questo titolo che velatamente indica il mio sdegno contro quella che papa Francesco chiamava terza guerra mondiale a pezzi: “Omnia vincit amor- Controguerra”. Al noto verso di Virgilio ho abbinato il nome del mio paese natio ed allora ogni contestazione cade”.




