Pescasseroli. Strage di lupi, un’indagine aperta e un sospetto sempre più concreto: l’uso deliberato di sostanze tossiche.
È questo il quadro che emerge dalle prime analisi condotte sui carcasse degli animali rinvenuti nel territorio del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
Gli accertamenti effettuati dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise hanno già delineato uno scenario piuttosto chiaro. I primi esami autoptici, svolti nella sede di Avezzano, e le successive analisi di laboratorio condotte a Teramo, indicano infatti la presenza diffusa di pesticidi agricoli nei campioni prelevati.
Le sostanze rinvenute sarebbero compatibili con quelle comunemente utilizzate in ambito agricolo e, secondo gli esperti, sarebbero state inserite in esche avvelenate. Bocconi preparati con l’intento di colpire la fauna selvatica, una pratica illegale ma purtroppo non isolata, che continua a rappresentare una minaccia grave per gli ecosistemi.
La vicenda è ora al centro di un’indagine della Procura della Repubblica di Sulmona, che ha aperto un fascicolo contro ignoti. Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire la dinamica degli avvelenamenti e individuare eventuali responsabilità, mentre le analisi tossicologiche proseguono per definire con precisione le sostanze impiegate e la loro concentrazione.
Il caso riaccende i riflettori su un fenomeno che, oltre a colpire specie protette come il lupo appenninico, mette a rischio l’intera catena alimentare e la sicurezza ambientale di territori di altissimo valore naturalistico.
Continua la strage dei lupi: un silenzioso massacro nel cuore del Parco




