Avezzano. Salvataggio in montagna, Fabio Manzocchi riceve la promozione per merito straordinario. Manzocchi, in servizio nel Commissariato di Avezzano e capo del distaccamento sciatori di Roccaraso Aremogna, nel dicembre 2024 salvò la vita a uno sciatore che aveva avuto un incidente in montagna.
Certe storie non fanno rumore, ma lasciano un segno profondo. Si muovono lontano dai riflettori, tra il bianco accecante della neve e il silenzio severo della montagna. È qui che prende forma il valore autentico del servizio pubblico, quello che non si limita al dovere, ma lo supera. È qui che si inserisce la vicenda di Fabio Manzocchi, oggi Sovrintendente Capo della Polizia di Stato per meriti straordinari.
Nel dicembre del 2024, sulle piste di Aremogna, a Roccaraso, uno snowboarder rimase vittima di un drammatico incidente riportando gravissime lesioni: fratture vertebrali e costali, condizioni critiche, il volto insanguinato e lo stato di coscienza compromesso. Una situazione in cui ogni secondo può fare la differenza tra la vita e la morte.
È in quel momento che entra in scena Manzocchi, in servizio nel Commissariato di Avezzano e capo del distaccamento sciatori. Tecnico del CNSAS, conoscitore esperto dell’ambiente montano. Insieme a due colleghi affrontò un intervento complesso e ad altissimo rischio.
Con manovre alpinistiche precise e una gestione impeccabile dell’emergenza, Manzocchi riuscì a mettere in sicurezza l’uomo. Un’azione che richiese non solo tecnica, ma sangue freddo, capacità decisionale e un coraggio che va oltre la norma.
Per questo intervento, definito ufficialmente “chiaro esempio di coraggio ed alta professionalità”, il Ministero dell’Interno ha conferito a Manzocchi la promozione per merito straordinario alla qualifica di Sovrintendente Capo. Il riconoscimento, formalizzato a Roma il primo aprile e firmato dal Capo della Polizia Vittorio Pisani, rappresenta molto più di un avanzamento di carriera: è il sigillo istituzionale su una storia di dedizione e valore.
Ma ciò che rende il profilo di Manzocchi ancora più significativo è la continuità del suo impegno. Non si tratta di un episodio isolato. Il suo nome è legato anche a uno dei momenti più drammatici della storia recente della Marsica: le ricerche dei quattro escursionisti dispersi sul Monte Velino, i cosiddetti “quattro angeli del Velino”.
Anche in quella circostanza, segnata da condizioni estreme e da una corsa contro il tempo, Manzocchi è stato in prima linea, confermando una volta di più il suo senso del dovere.




