Capistrello. Una memoria che attraversa i decenni e torna a farsi presenza viva nei luoghi della tragedia. Il Comune di Capistrello ha preso parte alle celebrazioni per il 74° anniversario dell’esplosione della galleria di Cannavinelle, avvenuta il 25 marzo 1952 nel territorio di Mignano Monte Lungo, dove persero la vita 42 operai impegnati nei lavori di ricostruzione del dopoguerra.
A rappresentare la comunità marsicana è stato il sindaco Maurizio Murzilli, che ha voluto essere presente personalmente alla cerimonia, accompagnando anche alcuni familiari delle vittime.
“Ho voluto partecipare personalmente alla celebrazione del 74° anniversario della tragedia, recandomi a Mignano Monte Lungo insieme ai parenti delle vittime”, afferma il sindaco Maurizio Murzilli, sottolineando il valore della memoria condivisa.
Tra le vittime della tragedia figuravano anche lavoratori provenienti dalla Marsica, in particolare da Capistrello, Civitella Roveto, Morino e San Vincenzo Valle Roveto. Due di loro erano cittadini di Capistrello: Giovanni Capodacqua e Mario Flamini.
“Si tratta di una ferita che appartiene anche alla nostra comunità, che non può e non deve essere dimenticata”, prosegue Murzilli.
Durante la giornata commemorativa, il primo cittadino ha accompagnato i familiari Severino Capodacqua e Angelo Fantozzi in un momento particolarmente intenso, ripercorrendo anche i luoghi legati alla loro storia personale.
“Severino ha voluto rivedere i luoghi in cui ha vissuto fino a quando giunse la notizia della morte di suo padre e ci siamo recati a Roccapirozzi: è stata una sensazione unica ripercorrere quei vicoli”, racconta il sindaco.
Il ricordo della tragedia si lega al contesto dell’Italia del dopoguerra, impegnata nella ricostruzione e nello sviluppo energetico del Paese, spesso a costo di sacrifici umani altissimi.
“Era l’Italia che cercava di rialzarsi, che aveva bisogno di energia e di lavoro per costruire il futuro. Le storie di Giovanni e Mario, come quelle di tanti minatori di Capistrello, ci insegnano che il loro sacrificio non è stato vano”, sottolinea Murzilli.
Un sacrificio che oggi si traduce in un monito forte, soprattutto per le nuove generazioni.
“Quella di Cannavinelle è una storia che andrebbe studiata da tutti, soprattutto dai più giovani, perché la sicurezza sul lavoro non è un tema secondario ma un obiettivo fondamentale, da perseguire con responsabilità e cultura”, conclude il sindaco.
Una memoria che resta scolpita nella storia e che continua a parlare al presente, richiamando l’attenzione su valori fondamentali come dignità del lavoro, sicurezza e responsabilità collettiva.



