Avezzano. La vertenza LFoundry segna un nuovo capitolo di scontro sul tema dei diritti e della parità di trattamento. UilTemp Abruzzo ha espresso profondo sdegno per la condotta dell’azienda di Avezzano che, ignorando gli impegni assunti in sede istituzionale, ha fermato anche per marzo i lavoratori in somministrazione.
Nonostante l’incontro dello scorso 18 febbraio 2026 tra le sigle UILTemp, FelSa CISL, NidiL CGIL e l’assessore regionale Tiziana Magnacca, volto a richiamare l’azienda al rispetto degli accordi di solidarietà del novembre 2024, l’ordine di servizio di marzo ha confermato lo scenario peggiore. Per 94 lavoratrici e lavoratori è stata infatti disposta l’applicazione del 100% dell’ammortizzatore sociale (AIS). “Questa scelta unilaterale”, ha spiegato Chiara Pupi, segretaria generale UILTemp Abruzzo, “non solo viola il principio normativo della rotazione, ma infligge una perdita salariale di circa un terzo dello stipendio a chi ha garantito la produzione per decenni. Le voci che giungono direttamente dal reparto produttivo descrivono un clima di rassegnazione e amarezza.
“Un lavoratore, a cui vengono chiuse le porte dell’Azienda dove ha lavorato per 10 anni, si sente vuoto, specialmente se l’azienda continua a sbandierare ai 4 venti che non sono loro dipendenti solo perché Somministrati”, racconta un addetto. “Nonostante i Natali, le Pasque e le domeniche passate in produzione con senso di responsabilità, ecco il ben servito che colpisce la dignità lavorativa”. Un altro collega aggiunge: “Quello che fa rabbia è che doveva essere una solidarietà tra tutti che doveva servire per superare la crisi, invece la crisi la stiamo pagando noi”.
Pupi ha denunciato come tale lettura della norma “disconosca la rotazione nella riduzione oraria, mettendo a rischio i diritti fondamentali e trasformando i lavoratori in “ingranaggi disattivabili a piacimento”. La preoccupazione sindacale si estende anche all’impatto sui fondi del sistema somministrazione, Ebitemp e Formatemp. Secondo Pupi, questi strumenti nati per la continuità occupazionale vengono saturati per finanziare gestioni aziendali, rischiando di mandare in default un sistema virtuoso a causa dell’abuso degli Assegni di Integrazione Salariale (AIS) legato alla crisi dell’automotive.La Segretaria conclude ribadendo che la flessibilità non può diventare un boomerang distruttivo per il lavoro atipico. Viene dunque richiesto l’immediato ripristino degli strumenti attivati per garantire una parità di trattamento reale e normativa, ricordando che la dignità lavorativa non può essere considerata l’ultima voce di bilancio da tagliare.








