L’Aquila. In Abruzzo se sei imprudente in montagna paghi il soccorso: ecco quanto costa e quando è gratuito.
La Regione Abruzzo ha recentemente definito le linee guida sulla compartecipazione ai costi degli interventi di soccorso ed elisoccorso in territorio montano e ambienti impervi, stabilendo chiaramente in quali situazioni gli escursionisti devono sostenere economicamente le operazioni di salvataggio e quali tariffe si applicano.
Gli interventi di soccorso rimangono gratuiti quando vi è una reale emergenza sanitaria. In particolare, le operazioni disposte dalla centrale operativa 118 non comportano alcun costo per l’escursionista se:
il paziente necessita di assistenza sanitaria urgente; il trasferimento è necessario verso un ospedale o per esami urgenti; non è possibile utilizzare mezzi alternativi per il trasporto.
In sintesi, se l’operazione è motivata da una vera emergenza sanitaria, chi viene soccorso non paga nulla.
Quando scatta la compartecipazione ai costi? La normativa prevede che l’escursionista contribuisca economicamente quando: non esistono condizioni di emergenza sanitaria reale; la richiesta di soccorso deriva da una condotta imprudente o negligente, ad esempio: escursioni fuori sentiero senza preparazione adeguata, ignorare condizioni meteo avverse, mancanza di equipaggiamento idoneo.
Ecco le tariffe. Le linee guida prevedono importi diversi in base al tipo di intervento e alla residenza del soccorso:
Elisoccorso (HEMS, HAA, HSAR, HHO)
Non residenti in Abruzzo: 25 euro al minuto (massimo 1.500 €)
Residenti in Abruzzo: 20 euro al minuto (massimo 1.200 €)
Interventi su terra (squadre SASA)
Non residenti: 75 € l’ora dalla 2ª ora (massimo 1.000 €)
Residenti: 60 € l’ora dalla 2ª ora (massimo 800 €)
Se l’intervento è richiesto in circostanze di negligenza o imprudenza, le tariffe possono aumentare del 30%, arrivando fino a 1.950 € per non residenti e 1.560 euro per residenti nel caso di elisoccorso.
La decisione sull’applicazione della compartecipazione spetta al medico del 118 insieme all’équipe di soccorso, che compilano una scheda di valutazione. Gli importi sono poi riscossi dalle ASL competenti e destinati al potenziamento delle centrali operative, soprattutto nelle aree montane.
Per i cittadini stranieri, la normativa consente la copertura tramite la Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM) o assicurazioni private. In assenza di copertura, le spese ricadono sull’utente.
Queste linee guida puntano a garantire maggiore chiarezza e responsabilità, promuovendo la sicurezza in montagna e la sostenibilità dei servizi di soccorso. Gli escursionisti sono così incoraggiati a pianificare attentamente le proprie uscite e a rispettare le norme di sicurezza, evitando rischi inutili.
Chi rischia per imprudenza paga: l’Abruzzo introduce le tariffe per il soccorso in montagna








