L’Aquila. Abruzzo è l’unica Regione, tra quelle in piano di rientro per la sanità, a “registrare nei risultati di esercizio una tendenza in senso peggiorativo, tanto da essere sollecitata ad un attento presidio dei costi del Servizio sanitario regionale per garantirne la sostenibilità senza compromettere gli obiettivi del piano di rientro”.
È quanto si legge nella Relazione al Parlamento sulla gestione dei Servizi sanitari regionali curata dalla Corte dei Conti e relativa agli esercizi 2023-2024.
Nel documento viene citato quanto analizzato dai Tavoli tecnici nelle riunioni dell’11 aprile e del 29 maggio 2025 e viene sottolineato che il disavanzo ammonta a 112,9 milioni di euro. Una situazione che, unita “alle criticità assistenziali rilevate”, ha determinato la “valutazione negativa circa la verifica annuale sullo stato di attuazione del Piano di rientro per l’anno 2024 della Regione Abruzzo, venendo espressamente affermata preoccupazione per la mancanza di governo del Ssr e la sua sostenibilità”.
A causa del disavanzo registrato nel triennio 2022-2024, i Tavoli tecnici hanno richiesto il ripristino delle aliquote fiscali regionali massime (Irpef e Irap) per coprire le perdite.
“Il disavanzo sanitario crescente – si legge nella relazione – ha determinato la richiesta di destinare il gettito fiscale regionale nell’importo pari al valore massimo annuo del disavanzo sanitario registrato nel medesimo triennio a partire dall’esercizio 2025 (la cui copertura è a carico delle maggiorazioni dei gettiti dell’anno di imposta 2026)”.
Per quanto riguarda i Livelli essenziali di assistenza (Lea), l’area della Prevenzione resta sotto la soglia di adempienza, “pur constatando un lieve incremento rispetto al 2022”. Sotto la soglia di adempienza anche l’area Distrettuale, che “registra un importante decremento rispetto al 2022”. L’area ospedaliera, invece, “si colloca nell’intervallo di adempienza ed è in costante miglioramento”.
Criticità anche sul fronte dei pagamenti: nel 2024 il 39% dei pagamenti è avvenuto oltre i termini di legge (34% nel 2023).
L’indice di tempestività “ha registrato un valore medio di +8 giorni, in peggioramento rispetto all’anno 2023 (-15 giorni), con ritardi particolari ancora nella Asl di Pescara e in quella di Avezzano-Sulmona-L’Aquila”. La relazione sottolinea inoltre che “in sede di riunione tecnica risultava ancora atteso, e sollecitato con urgenza, il Programma Operativo 2024-2026; dato il protrarsi del ritardo nell’invio di quanto richiesto, è stato osservato che lo stesso Programma Operativo dev’essere aggiornato anche per le annualità 2025-2027”.








