Luco dei Marsi. Luco dei Marsi celebra il mondo agricolo fucense: fede, lavoro e futuro nella Messa presieduta dal vescovo.
Una chiesa gremita in ogni ordine di posto ha accolto la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Giovanni, sabato 17 gennaio, in occasione della 24ª Festa del mondo agricolo fucense, appuntamento ormai centrale per la vita religiosa, sociale ed economica della Marsica.
Numerosi i fedeli e gli agricoltori presenti, insieme alle famiglie, ai giovani e ai rappresentanti delle istituzioni.
Alla celebrazione hanno partecipato il parroco don Giuseppe, il viceparroco don Emmanuel, il sindaco di Luco dei Marsi, oltre a numerose autorità civili e militari, a testimonianza del forte legame tra il territorio, il mondo agricolo e le istituzioni.
Nel corso dell’omelia, il vescovo Giovanni ha sottolineato il valore profondo della piana del Fucino, definendola «terra benedetta» e cuore agricolo pulsante della Marsica, dove il lavoro dell’uomo si intreccia quotidianamente con la generosità del Creato. La Festa del mondo agricolo fucense, promossa da ventiquattro anni dall’Associazione culturale agricoltori guidata dal presidente Franco Paris, è stata indicata come una vera testimonianza di identità, memoria e prospettiva futura.
Richiamandosi alla figura di Sant’Antonio Abate, particolarmente venerato dal popolo marsicano, il vescovo ha evidenziato «i valori della sobrietà, della custodia e del rispetto della natura, invitando a non spezzare l’alleanza tra l’uomo e la terra». «Un’alleanza che nel Fucino affonda le radici in una storia segnata dalla grande opera di bonifica e dal sacrificio di generazioni di agricoltori, capaci di rendere feconda una terra tanto generosa quanto esigente».
Alla luce delle letture liturgiche della seconda Domenica del Tempo ordinario, il vescovo ha ribadito come «anche il lavoro agricolo sia una vera missione: nei solchi dei campi, nelle semine e nei raccolti si manifesta la gloria di Dio e un servizio essenziale al bene comune».
«Il Fucino, conosciuto ben oltre i confini marsicani per la qualità delle sue produzioni, è stato indicato come esempio di come tradizione e innovazione possano convivere».
Un passaggio significativo è stato dedicato al tema dell’unità e della collaborazione tra gli agricoltori, «chiamati a fare rete per affrontare insieme le sfide del mercato, dei cambiamenti climatici e delle trasformazioni sociali». Forte anche l’appello ai giovani, invitati a non abbandonare la terra ma a riscoprire l’agricoltura come scelta di vita moderna, sostenibile e dignitosa.
Il vescovo ha infine richiamato il ruolo delle istituzioni, sollecitate a continuare a investire nel Fucino e nelle aree interne della Marsica, sostenendo il settore agricolo con politiche adeguate, infrastrutture e tutela del reddito, nella consapevolezza che difendere l’agricoltura significa custodire il territorio e la cultura delle comunità locali.
Al termine della celebrazione è stato annunciato il conferimento del Premio “Il Seminatore”, assegnato quest’anno alla memoria di Mario Mazzocca, uomo delle istituzioni attento ai territori interni e al mondo agricolo. A seguire, sul piazzale antistante la chiesa, si è svolta la tradizionale benedizione dei mezzi agricoli, affidando al Signore il lavoro nei campi, le famiglie degli agricoltori e il futuro della piana del Fucino.
Una giornata intensa, segnata da fede e partecipazione, che ha ribadito come la Marsica continui a riconoscersi nel valore della sua terra e di chi, ogni giorno, la coltiva con sacrificio e speranza.











