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Il Trittico di San Francesco rinasce nell’ottavo centenario della morte del poverello di Assisi

Redazione Abruzzo di Redazione Abruzzo
17 Gennaio 2026
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Celano. In occasione dell’Ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, il Comune di Celano ha avviato un importante progetto di restauro e riqualificazione del Trittico bronzeo dedicato al Patrono d’Italia, attualmente collocato in Piazza Aia e da tempo in uno stato di grave degrado e abbandono.

L’intervento, condiviso con le Confraternite di Celano, non si limiterà al recupero conservativo dell’opera, ma prevede anche il suo riposizionamento in un’area urbana di maggiore visibilità e rilevanza, individuata nello spazio pubblico compreso tra via Sant’Angelo e via Roma. L’obiettivo è restituire al monumento il ruolo simbolico e culturale che merita all’interno della città.

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Il costo complessivo dell’operazione è stimato in circa 60.000 euro, finanziati in gran parte dal Comune di Celano. Una quota residuale di circa 4.000 euro sarà coperta attraverso l’avanzo della raccolta fondi straordinaria organizzata dalle Confraternite in occasione dei festeggiamenti dei Santi Martiri 2025. Considerata l’attuale collocazione del monumento in Piazza Aia, il riferimento per le Confraternite sarà la Confraternita Maria Santissima del Giubileo.

Il Trittico bronzeo venne realizzato nel 1982, in occasione dell’VIII centenario della nascita di San Francesco, nell’ambito di una serie di iniziative volte a ricordare la presenza del Santo nella Marsica. Per tale scopo fu istituita una commissione composta da sacerdoti e laici, presieduta da un Comitato diretto dagli allora parroci di Celano, don Claudio Ranieri e padre Anacleto Marulli, con la supervisione del Vescovo dei Marsi, monsignor Biagio Terrinoni. L’opera fu commissionata allo scultore Angelo Canevari e inaugurata solennemente il 4 dicembre 1982 dal Cardinale Pietro Palazzini, Prefetto della Sacra Congregazione per le Cause dei Santi.

Dal punto di vista artistico, il monumento si presenta come un trittico bronzeo composto da sei facciate cuspidate, attraverso le quali l’artista sviluppa un racconto per immagini dedicato alla figura di San Francesco e al suo legame con Tommaso da Celano, primo agiografo del Santo. Le scene raffigurate uniscono episodi della vita di San Francesco a quelli di Tommaso da Celano, a cui fu affidato il compito di definire l’immagine del Santo come modello per l’Ordine francescano e per l’intera societas christiana.

Le sei facciate principali rappresentano: “Francesco accoglie Tommaso da Celano”, “San Francesco dona il suo mantello alla poveretta”, “Tommaso da Celano scrive il Dies Irae con la citazione Salva me fons pietatis”, e “San Francesco e il cavaliere di Celano”. Altri spazi della scultura sono dedicati a elementi architettonici e scorci paesaggistici del territorio, tra cui la chiesa di Santa Maria Valleverde con il Castello di Celano, la chiesa di San Francesco presso il Castello e quella di San Cristofaro alla foce.

La collocazione originaria in Piazza Aia, luogo un tempo centrale per l’incontro e il dialogo della comunità celanese, si è rivelata nel tempo poco adatta a valorizzare l’opera, contribuendo al suo progressivo degrado e alla scarsa visibilità.

L’iniziativa di restauro e ricollocazione si inserisce in un più ampio percorso di valorizzazione del patrimonio artistico, storico e culturale della città, in un contesto di grande significato quale l’Ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi. Come ha dichiarato il sindaco di Celano, Settimio Santiilli, questa ricorrenza rappresenta un’occasione per riflettere sui valori universali di pace, umiltà e fraternità incarnati dal Santo, valori che continuano a ispirare fede, arte, pensiero civile e impegno sociale, e che restano di straordinaria attualità nella società contemporanea.

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