Collelongo. La Marsica si prepara a vivere un intenso fine settimana all’insegna della devozione e delle tradizioni più autentiche con le celebrazioni dedicate a Sant’Antonio Abate, figura profondamente legata al mondo rurale e alla protezione degli animali. Un appuntamento molto sentito, che unisce riti religiosi, usanze contadine e momenti di convivialità, coinvolgendo l’intera comunità.
Cuore pulsante della festa è Collelongo, paese che da sempre custodisce e tramanda il culto del santo. Qui le celebrazioni entreranno nel vivo venerdì a partire dalle ore 16, con il tradizionale lancio di petardi e l’accensione delle “cuttore”, grandi fuochi allestiti nelle strade e nelle piazze per la preparazione dei cicerocchi, piatto simbolo della ricorrenza a base di chicchi di mais bollito. Alle 17, nella chiesa di San Rocco, sarà celebrata la Santa Messa, seguita dall’accensione dei Torcioni in piazza e dalla processione istituzionale che attraverserà il paese tra le cottore accese. La giornata si concluderà alle 21 con i fuochi d’artificio, mentre la festa proseguirà per tutta la notte tra momenti di preghiera, musica e condivisione lungo le vie del borgo.
Il programma proseguirà sabato con uno dei riti più suggestivi e identitari: la sfilata delle “Conche Rescagnate”, tradizione secolare che si rinnoverà all’alba e che quest’anno sarà affiancata, alle ore 17, da una seconda edizione non competitiva, pensata per valorizzare la partecipazione e il significato simbolico dell’evento. Il pomeriggio sarà dedicato ai giochi popolari, tra cui la rottura delle pignate e il tiro alla fune, preceduti alle ore 15 dalla benedizione degli animali, momento centrale della festa e forte richiamo al legame tra Sant’Antonio Abate, la fede popolare e il mondo agricolo.
Le celebrazioni rappresentano non solo un’occasione di festa, ma anche un prezioso momento di continuità culturale, in cui la Marsica riscopre e rinnova le proprie radici, trasmettendo alle nuove generazioni un patrimonio fatto di riti, sapori e valori condivisi.








