San Benedetto dei Marsi. È stata fissata per il 14 maggio, davanti alla quinta sezione della Corte di Cassazione, l’udienza sul caso della morte di Collinzio D’Orazio, il cinquantunenne di San Benedetto dei Marsi trovato privo di vita nelle acque del fiume Giovenco sei anni fa.
La Corte d’Appello, lo scorso settembre, aveva confermato le condanne a tre anni di reclusione per Mirko Caniglia e Fabio Mostacci, riconosciuti colpevoli del reato di abbandono di incapace con l’aggravante della morte della vittima. A difendere gli imputati saranno gli avvocati Mario Flammini e Franco Colucci per Mostacci, e Antonio Milo per Caniglia. Le parti civili sono rappresentate dall’avvocato Stefano Guanciale.
D’Orazio fu trovato in stato confusionale alla periferia di San Benedetto dei Marsi il 2 febbraio del 2019. L’ultima volta era stato visto in un bar del paese, dove aveva consumato alcolici nonostante il divieto medico. I difensori di Mostacci e Caniglia sostengono che i loro assistiti avessero riaccompagnato il 51enne vicino alla sua abitazione, considerando le sue condizioni. Tuttavia, per i giudici, Collinzio D’Orazio, che soffriva di varie patologie e seguiva una terapia incompatibile con l’alcol, fu abbandonato dai due imputati in un’area periferica, condizione che portò alla sua morte. Ora sul caso si esprimeranno i giudice della Suprema Corte.
Caso Collinzio D’Orazio, nuovo processo in appello per abbandono d’incapace