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Pesce dragone da 300mila euro nell’acquario dell’esercizio commerciale, scatta il sequestro del Cites

Redazione Cronaca di Redazione Cronaca
20 Gennaio 2022
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L’acquario con il pesce sequestrato

 

Scurcola Marsicana. I militari del Nucleo Cites del Gruppo Carabinieri Forestale di Pescara, a seguito di segnalazione di un cittadino del posto, hanno sequestrato presso una ditta commerciale di Scurcola Marsicana (AQ) un esemplare vivo di Pesce dragone, specie inclusa nella Convenzione di Washington, e denunciato alla Procura della Repubblica di Avezzano (AQ), per la sua detenzione illecita, un cinquantenne avezzanese di origini straniere.

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I Forestali del Nucleo Cites hanno rinvenuto nei locali dell’esercizio commerciale dell’indagato, all’interno di un acquario, un rarissimo esemplare di “Pesce dragone” o “Arowana asiatico” (Scleropages formosus Müller & Schlegel, 1840), specie tutelata sia dalla Convenzione di Washington del 1973, nell’Appendice I, sia dal Reg. (CE) n. 338/97, nell’Allegato “A”, in quanto in pericolo di estinzione a causa della rarefazione delle sue popolazioni, dovuta ai prelievi illegali in natura.

Il possesso di tale specie, il cui valore commerciale può arrivare anche a 300.000 euro, in base alle dimensioni e alla colorazione, nella tradizione popolare dell’Asia orientale è considerato beneagurante e, pertanto, i suoi esemplari vengono regalati agli amici e parenti come portafortuna.

Il pesce in questione, non avendo il titolare del negozio fornito ai militari operanti la certificazione Cites obbligatoria per legge per la detenzione dell’animale e non potendo, quindi, dimostrarne la legale provenienza, è stato sottoposto a sequestro d’iniziativa, già convalidato dal P.M. della Procura di Avezzano (AQ), ed affidato provvisoriamente in giudiziale custodia allo stesso indagato, in attesa del trasferimento presso un acquario autorizzato a detenere esemplari vivi tutelati dalla Convenzione di Washington – Cites.

“L’indagato”, ha dichiarato il Comandante del Gruppo Carabinieri Forestale di Pescara, “rischia ora l’arresto da sei mesi a due anni e l’ammenda da quindicimila a centocinquantamila euro per la detenzione dell’esemplare vivo di Pesce dragone, specie a rischio di estinzione”.

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