Negli ultimi anni i vini in anfora sono passati da fenomeno di nicchia a linguaggio sempre più riconoscibile nel panorama contemporaneo. Non una semplice tendenza, ma una linea produttiva che incrocia tradizione e ricerca, puntando su fermentazioni e affinamenti in terracotta per ottenere vini più essenziali e meno segnati dall’intervento tecnologico.
Dentro questo contesto si inserisce anche la presenza abruzzese al Vinitaly 2026, con due realtà protagoniste nello stand dedicato: Cantina Adrianum e Tenuta Morganti.
Entrambe lavorano sull’anfora con approcci concreti ma distinti. Cantina Adrianum sta investendo in modo deciso su questa tecnica, sviluppando una linea articolata che esplora diverse interpretazioni, mentre Tenuta Morganti si sta ritagliando uno spazio interessante soprattutto sul Montepulciano vinificato in terracotta.
Tra gli assaggi più convincenti, il Montepulciano “Dolcenera” di Tenuta Morganti si conferma una certezza: non è una novità, considerando che da anni arriva nelle fasi finali di Gironi di Vini, la manifestazione che anima l’estate di Tagliacozzo, in provincia dell’Aquila, e che continua a registrare un forte riscontro di pubblico.
Sul fronte Adrianum, spicca invece il Pecorino “Cæcilia” in anfora — con il dittongo “æ” a sottolinearne anche l’impronta identitaria — un vino che interpreta il vitigno con un profilo originale e coerente con il percorso intrapreso dall’azienda sulla terracotta.



