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Vertenza Santa Croce, tuona la Cisl: chiediamo confronto con la regione ma nessuno ci riceve

Federico Falcone di Federico Falcone
19 Dicembre 2018
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L’Aquila. “Il sindacato ha sollecitato più volte un confronto con la Regione Abruzzo, che non è ancora arrivato, per tentare di costruire ipotesi concrete ed alternative all’inconcludenza di questi anni”. Così il Segretario Generale aggiunto della Fai Cisl Abruzzo-Molise, Feliciantonio Maurizi, sui 70 ex lavoratori dello stabilimento di Canistro della Santa Croce, marchio di acqua minerale che fino a circa due anni e mezzo fa imbottigliata dalle sorgenti Sant’Antonio Sponga, concessione poi revocata dalla Regione e sulla quale è in atto un serrato contenzioso.

Dopo la revoca i lavoratori sono stati licenziati e da allora l’acqua finisce nel fiume Liri visto che il bando del 15 dicembre 2016 è stato annullato per l’abbandono dell’aggiudicataria provvisoria Norda. Il sindacato definisce la questione “la vertenza dimenticata”. “La vicenda dell’acqua minerale di Canistro non finisce mai di stupire: i 70 dipendenti sono ancora senza un lavoro e, adesso, anche senza più il sostegno della Naspi – si legge ancora nella nota.

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Sono passati due anni trascorsi tra illusioni politiche, procedure amministrative sbagliate ed infruttuose, gruppi industriali che si volatilizzano, rimpalli stucchevoli di responsabilità, silenzi imbarazzanti, speranze degli ex dipendenti Santa Croce di ottenere una nuova opportunità di lavoro in tempi ragionevoli puntualmente disattese.

In questo quadro a tinte fosche, amareggia vedere come alcuni esponenti del governo regionale, parlando e affrontando delle varie crisi aziendali abruzzesi non fanno neanche un cenno della situazione drammatica di Canistro”.

Secondo Maurizi, “inoltre, non contribuiscono di certo a rasserenare gli animi dei lavoratori le indiscrezioni, più o meno fondate, che periodicamente filtrano da corridoi dell’Ente Regione, senza che vi sia la possibilità di ricevere le informazioni nella maniera più idonea, attraverso un tavolo sindacale urgente”.

La Fai Cisl, insieme ai lavoratori che rappresenta “e a tutti quelli che vorranno darle sostegno nella battaglia intrapresa per il lavoro e per il rilancio del potenziale industriale delle sorgenti di Canistro, non permetterà che il destino lavorativo degli ex dipendenti Santa Croce cada nel dimenticatoio e farà di tutto affinché gli impegni presi dalle istituzioni nei loro confronti vengano mantenuti”.

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