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Tutelare sicurezza dell’attività venatoria, l’appello dei cacciatori: “Siamo nel mirino di tutti”

Giulia Antenucci di Giulia Antenucci
28 Ottobre 2021
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Avezzano. “Tutelare la sicurezza dell’attività venatoria”. L’allarme arriva dalle squadre di Celano- Santa Jona (Santa Eugenia) e Castelnuovo, che da anni collaborano con la squadra di Paterno sia nell’attività venatoria che nel prendere decisioni e che già si sono mobilitati per la difesa dei cacciatori di Paterno. L’appello arriva dopo che il gruppo dirigente di Avezzano Bene Comune ha scritto in una nota che cacciatori sparano in zone frequentate dagli amanti della natura e delle passeggiate in montagna, definendolo “allarme sicurezza”. 

“Ormai la caccia e i cacciatori sono nel mirino di tutti”, sottolineano, “ogni anno l’attività venatoria viene ostacolata in tutti i modi e i cacciatori vengono screditati con tutti i mezzi disponibili. In questo caso ad essere attaccati sono i cacciatori della squadra Sant’Onofrio di Paterno. Secondo Avezzano Bene Comune i cacciatori sparano sui sentieri escursionistici presenti nei dintorni della chiesetta di Sant’Onofrio a Paterno”.

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Inoltre queste squadre “chiedono all’ATC di Avezzano, alle associazioni venatorie presenti sul territorio e alle altre squadre di caccia di unirsi alla nostra mobilitazione per la difesa della nostra attività e per la difesa dai frequenti attacchi che i cacciatori subiscono in continuazione. Prima di screditare qualcuno è sempre meglio informarsi. Ci sono delle premesse da fare: i sentieri si trovano in un territorio all’interno del quale è possibile svolgere l’attività venatoria, all’ingresso dei sentieri vengono posizionate delle tabelle che segnalano che si sta svolgendo una battuta di caccia al cinghiale, i cacciatori indossano sempre abbigliamento ad alta visibilità, ogni volta che viene visto un escursionista vengono avvisati tutti i cacciatori presenti sul territorio, tutti i cacciatori prima di caricare il fucile ispezionano la zona e vedono dove si può sparare in sicurezza, tutte le mattine i capisquadra ricordano le norme di sicurezza in particolar modo ai più giovani che hanno meno esperienza”.

“Detto questo”, precisano, “è utile ricordare che i cinghiali presenti in zona causano numerosi problemi alle attività agricole e zootecniche e rappresentano una fonte di pericolo per gli automobilisti che percorrono la strada statale 696, ma anche per chi viaggia in autostrada dato che i cinghiali non hanno nessun problema ad attraversare la rete che dovrebbe chiudere l’autostrada. Grazie all’attività venatoria il numero dei cinghiali viene ridotto notevolmente, di conseguenza vengono ridotti anche i danni da loro causati. Inoltre, è importante sapere che il porto d’armi per uso caccia viene rilasciato solo se si supera un esame di abilitazione. Il 90% delle domande d’esame riguarda proprio la sicurezza, le distanze da rispettare da strade, ferrovie, centri abitato. La gittata massima delle armi consentite e da altre norme che è inutile elencare in questo articolo”.

“Si consiglia agli escursionisti”, continuano, “di indossare sempre abbigliamento ad alta visibilità e di avvisare almeno un componente della squadra di caccia della propria presenza, questo permette a tutti di evitare spiacevoli inconvenienti. Gli escursionisti, se non tollerano la presenza dei cacciatori che amano e rispettano la montagna esattamente come loro, possono scegliere altre mete per la loro passeggiata domenicale. L’Abruzzo è la prima regione d’Italia per superficie protetta (37%), ospita tre dei principali parchi nazionali d’Italia, come il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e il Parco nazionale della Maiella, c’è il Parco naturale regionale Sirente-Velino e ci sono più di 50 aree protette tra riserve naturali, parchi territoriali e oasi”.

“Da ultimo”, concludono, “procederemo legalmente contro ogni illazione diffamatoria mossa nei confronti dei cacciatori, soprattutto con riferimento ai recenti articoli delle testate online”.

 

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