Avezzano. Il vescovo tra i ragazzi del liceo Croce. Il Vescovo in visita alla “Settimana del Croce”: dialogo, scuola e giovani al centro.
Una visita attesa e accolta con entusiasmo quella del Vescovo Giovanni questa mattina al Liceo “Benedetto Croce”, in occasione della tradizionale Settimana del Croce. Il presule è stato accolto dal dirigente scolastico, la Dott.ssa Annamaria Fracassi, e dallo staff di presidenza, che, con alcuni alunni, lo hanno accompagnato nel percorso tra i laboratori didattici realizzati dagli studenti, veri protagonisti dell’iniziativa.
Durante la visita, il Vescovo si è soffermato a dialogare con gli alunni e con alcuni docenti, manifestando ancora una volta la sua vicinanza al mondo giovanile e alla scuola. Un incontro semplice e autentico, vissuto in un clima di partecipazione e di gioia, che ha lasciato un segno evidente nella comunità scolastica, visibilmente contenta della sua presenza.
Nel suo intervento, il Vescovo Giovanni ha espresso apprezzamento per il tema scelto quest’anno, “Equilibri/Disequilibri”, sottolineandone l’attualità e la profondità. “Un tema che – ha ricordato – richiama le sfide quotidiane vissute dalle persone e dalla società e che, se affrontato attraverso lo studio, la creatività e il confronto, diventa occasione di crescita e di educazione al pensiero critico”.
Parole di stima sono state rivolte agli studenti, lodati per l’impegno e la capacità di mettersi in gioco, e ai docenti, riconosciuti come “guide appassionate e competenti in un percorso educativo che va oltre la semplice trasmissione di contenuti”.
“La scuola – ha evidenziato il Vescovo – quando promuove iniziative di questo tipo diventa una comunità viva, capace di creare relazioni positive e di favorire la crescita integrale della persona”. Particolarmente significativo, infine, il richiamo all’apertura della scuola al territorio: “un luogo che non resta chiuso nelle aule, ma si fa spazio di dialogo, incontro e responsabilità condivisa”. La Settimana del Croce si conferma così “non solo come momento didattico, ma come esperienza collettiva, capace di aiutare ciascuno a cercare il proprio equilibrio anche attraverso il confronto con i ‘disequilibri’ del nostro tempo”.








