Massa d’Albe. Francesco Libertini, vicesindaco del Comune di Massa d’Albe, esprime grande soddisfazione per l’avvio delle nuove attività di scavo e valorizzazione dell’area archeologica di Alba Fucens, promosse dai Musei Archeologici Nazionali di Chieti – Direzione Regionale Musei Nazionali Abruzzo, grazie a un importante finanziamento del Ministero della Cultura.
«Si tratta di un intervento di straordinaria rilevanza scientifica e culturale – dichiara il vicesindaco della giunta Blasetti – che conferma l’attenzione dello Stato verso Alba Fucens, patrimonio identitario non solo per la nostra comunità ma per l’intero territorio abruzzese e nazionale». Il progetto, finanziato con 150.000 euro, consentirà di proseguire e ampliare le indagini archeologiche già avviate nel 2024, interessando in particolare l’area intorno al foro, delle tabernae lungo la via del Miliario e nuovi settori strategici dell’antico abitato, con l’obiettivo di approfondire la conoscenza dell’organizzazione urbana e dei rapporti tra gli edifici pubblici e commerciali della città romana. «Accanto alla ricerca e alla tutela – prosegue Francesco Libertini – il progetto mette al centro anche la valorizzazione e la fruizione del sito, prevedendo interventi mirati alla leggibilità delle strutture, alla sicurezza e al miglioramento dell’accessibilità per i visitatori. È una visione moderna, integrata e sostenibile della gestione del patrimonio culturale».

Il Comune di Massa d’Albe guarda con favore anche alla dimensione formativa e scientifica dell’iniziativa, che prevede il coinvolgimento di Università e istituti di ricerca, rafforzando il ruolo di Alba Fucens come laboratorio di studio e luogo di alta divulgazione culturale. «Ringraziamo i Musei Archeologici Nazionali di Chieti – Direzione Regionale Musei Nazionali Abruzzo, il Ministero della Cultura e tutti i professionisti coinvolti – conclude il vicesindaco – per un lavoro che rafforza il legame tra istituzioni e territorio e che rappresenta un investimento concreto sul futuro culturale, turistico ed economico della nostra comunità».








