Tagliacozzo. Una giornata di fede, tradizione e memoria storica ha visto lo scorso 17 gennaio il ritorno del tradizionale abito confraternale per i membri dell’antica Confraternita di Sant’Antonio Abate e Maria Santissima del Soccorso.

Durante la solenne celebrazione eucaristica, officiata dal parroco della città don Ennio Grossi, i confratelli hanno indossato nuovamente il saio nero con cingolo e mantellina bianca, arricchita dal ricamo del nome di Maria circondato dalle dodici stelle e dal Tau della Tebaide.
Nell’occasione è stato anche benedetto il nuovo stendardo, realizzato da un artista siciliano, che riproduce fedelmente l’immagine ottocentesca dipinta dal pittore Nicola Corsiboni. Successivamente, nell’aia retrostante la chiesa, si è svolta la cerimonia della benedizione del fuoco, in ricordo del centenario della Statua processionale di Sant’Antonio Abate, opera dei maestri cartapestai leccesi, realizzata nel 1926.

La confraternita, guidata dal Priore Massimo Chicarella, ha sede nella Chiesa di Sant’Antonio Abate, che nel 2025 ha celebrato i 600 anni di storia, essendo stata completata nel 1425. La chiesa, posta lungo l’antico tracciato della Tiburtina Valeria, serviva un tempo anche da ricovero per viandanti e ospedale, seguendo l’esempio dei monaci Antoniani, specializzati nella cura del “fuoco di Sant’Antonio”.

Oggi la Confraternita conta circa 30 iscritti, con un direttivo formato da Nicola Torturo, Claudio Fiorentini, Giovanni Ciamei, Bruno Iacomini, Luciano Amicucci e Luca Conti. Oltre alle celebrazioni liturgiche, il sodalizio gestisce diverse proprietà immobiliari e terreni, e recentemente ha ampliato le proprie attività a supporto di realtà sociali, come la visita ai ragazzi ospiti della casa-famiglia “Dopo di noi” Anffas, avvenuta il 18 gennaio.
L’evento ha così rappresentato un momento di continuità tra fede, cultura e impegno sociale, riaffermando il ruolo storico e comunitario della Confraternita a Tagliacozzo.








