Roma. Il percorso di ricostruzione e sviluppo dei territori colpiti dal sisma del 2009 compie un ulteriore passo avanti con l’approvazione, da parte del Cipess – Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile, di due importanti provvedimenti proposti dalla Struttura di missione sisma 2009.
Le decisioni assunte nella seduta odierna riguardano, da un lato, la riprogrammazione di risorse destinate agli interventi sui beni culturali danneggiati dal terremoto e, dall’altro, l’assegnazione di finanziamenti per l’assistenza tecnica del programma di sviluppo del cratere sismico Restart.
In accoglimento delle richieste avanzate dal Ministero della Cultura, il Cipess ha approvato la riprogrammazione finanziaria finalizzata alla ricostruzione e al restauro di beni di rilevanza storico-artistica. Tra gli interventi previsti figura lo stanziamento di 3,8 milioni di euro per il restauro della chiesa di Santa Maria in Panthanis, nel comune di Montereale, già destinataria di un precedente finanziamento di 140mila euro per le attività di progettazione.
Parallelamente, il Comitato ha deliberato l’assegnazione di 1,3 milioni di euro per l’assistenza tecnica relativa alle annualità 2025 e 2026 del programma Restart, nell’ambito della priorità dedicata a “Governance, monitoraggio e valutazione”. Le risorse, a valere sulla legge n. 178 del 2020, sono destinate a garantire la continuità dei servizi di supporto tecnico qualificato necessari all’attuazione degli interventi previsti dal programma.
“I provvedimenti approvati confermano l’attenzione costante del Governo e rafforzano un modello che coniuga ricostruzione materiale, tutela del patrimonio culturale e capacità amministrativa”, ha dichiarato Mario Fiorentino, consigliere e coordinatore della Struttura di missione sisma 2009. “Investire sui beni culturali e sulla qualità della governance significa dare continuità e solidità ai processi di sviluppo, accompagnando le comunità locali in una fase ancora decisiva del loro percorso di rinascita”.
Le misure approvate consolidano così il ruolo strategico del programma Restart nel sostenere la crescita economica, culturale, ambientale e sociale dell’area del cratere aquilano.








