Avezzano. Orologi fermi all’ora del disastro e incastrati tra le macerie: “Mattonelle della Memoria” per ricordare le vittime del terremoto del 1915.
Avezzano si ferma a ricordare. A 111 anni dal devastante terremoto del 13 gennaio 1915, una ferita ancora viva nella storia e nell’identità della città, l’Associazione culturale Sessantasettezerocinquantuno sceglie l’arte come strumento di commemorazione e consapevolezza, trasformando ciò che resta delle macerie in tasselli di memoria collettiva.
Nasce così “Mattonelle della Memoria”, un progetto artistico composto da dieci pezzi unici: piccole sculture che sono al tempo stesso installazione, oggetti d’arte, frammenti di rovina e strumenti di racconto. Un dialogo tra passato e presente in cui le macerie non sono solo ciò che resta, ma ciò che parla, misura il tempo e lo rende visibile, come un orologio immobile che segna per sempre le 7:52.
Le opere saranno collocate nei luoghi simbolo della città, dando vita a un’installazione diffusa, pensata per incontrare i cittadini nel loro quotidiano. Un invito silenzioso ma potente a fermarsi, osservare e ricordare, affinché il 13 gennaio non sia mai un giorno qualunque, ma un momento di memoria condivisa e responsabilità storica.
«Il nostro modo di commemorare questa data – dichiara l’Associazione culturale Sessantasettezerocinquantuno – è trasformare le macerie in memoria viva. Le Mattonelle della Memoria sono frammenti di storia che tornano a parlare, ricordando a chiunque passi che ciò che è accaduto non può e non deve essere dimenticato».
Fondamentale il sostegno del Comune di Avezzano, che ha concesso il patrocinio all’iniziativa, riconoscendone il valore culturale e civile. Un sentito ringraziamento va inoltre a Daniela Del Manso, Alberto Santucci e Marcello De Luca, la cui preziosa collaborazione ha contribuito alla realizzazione del progetto.
Con Mattonelle della Memoria, Avezzano rinnova il suo patto con la storia: ricordare non solo per commemorare, ma per costruire consapevolezza, identità e futuro.








