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Si chiudono i rubinetti del credito alle Pmi e a finire strozzati sono sempre i più piccoli

Redazione Cronaca di Redazione Cronaca
28 Novembre 2011
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Avezzano. Le imprese, in particolare quelle medie e piccole, fanno sempre più fatica ad accedere al credito. Alle prese con una crisi finanziaria inattesa, le banche italiane stanno chiudendo i rubinetti della liquidità. Questo si traduce per le aziende in procedure più rigide per accendere un fido, richiesta di maggiori garanzie da parte delle banche e aumento degli spread. Da indagini nazionali si evince che il 51,3% delle micro imprese italiane che si sono rivolte ad una banca negli ultimi tre mesi ha denunciato un aumento delle difficoltà reali nell’accesso al credito ed il 37% ha accusato, comunque, un peggioramento dei rapporti con il sistema bancario. “Molti nostri associati, spiega Mario Del Corvo Presidente della Cooperativa Artigiana di Garanzia Regione Abruzzo, ci raccontano di convocazioni presso la banca per la richiesta di un aumento delle garanzie e la riduzione dei fidi già in essere. Noi stessi come Cooperativa riceviamo quotidianamente circolari delle Banche recanti le nuove condizioni di tasso di interesse da applicare alle operazioni di finanziamento da noi garantite”. Le banche stesse hanno difficoltà a finanziarsi e gli spread alla clientela hanno ormai superato la soglia del 5%, con il risultato di strozzare le imprese. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: non potendo sostenere i tassi, le imprese non investono, e di conseguenza le richieste di finanziamento si riducono. Tale situazione è appena percettibile per le grandi aziende, che a livello di credito sembrano godere di una condizione privilegiata, ma è particolarmente grave per le piccole e medie imprese, che di fatto sono quelle che stanno pagando i dubbi degli investitori finanziari sulla sostenibilità dei bilanci dello Stato. “Possiamo dire, prosegue Del Corvo che moltissimi artigiani e piccole imprese galleggiano. Non riescono più ad innovare e stanno lottando per sopravvivere. Noi Confidi, stiamo diventando sempre più un vero e proprio ammortizzatore sociale per le imprese, comela Cassa Integrazione per i lavoratori”. E per fortuna che ancora ci sono le Cooperative di Garanzia. Proprio i Consorzi Fidi ed in un momento di crisi continuano a svolgere una importante funzione nel facilitare l’accesso al credito, soprattutto delle PMI. Alcune analisi di Bankitalia dimostrano come la mediazione dei Confidi rappresenti un efficace strumento nel migliorare le condizioni di accesso ai prestiti e nell’aumentare la qualità del credito bancario. Infatti, le imprese associate ai Confidi ottengono finanziamenti a tassi di interesse più bassi rispetto a quelle non associate, migliorano la capacità di valutazione del merito del credito, contribuiscono in misura significativa a facilitare le pratiche istruttorie. Noi come Cooperativa Regione Abruzzo, stiamo cercando di attenuare il più possibile l’impatto di tale situazione sulle imprese artigiane socie, attraverso i buoni rapporti con gli Istituti di Credito più radicati sul territorio, con l’utilizzo di garanzie maggiori ed attraverso i fondi antiusura, con i quali garantiamo fino al 100%. Pensiamo, visto la gravità della situazione, di deliberare, in uno dei prossimi CdA, la proroga delle condizioni agevolative per i soci che altrimenti terminerebbero il 21 Dicembre p.v.. Quindi, per evitare che anche il Sistema dei Confidi vada in difficoltà, sottolinea Del Corvo, risulta cruciale il ruolo dei finanziamenti pubblici destinati al settore. Senza questi fondi pubblici e mi riferisco soprattutto alla Regione Abruzzo, si rischia di compromettere l’equilibrio patrimoniale dei Confidi e di mettere in estrema difficoltà il nostro vero tessuto imprenditoriale rappresentato in gran parte dalle piccole e medie imprese.

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